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Telefono, stammi lontano… ma non troppo!

Telefono, stammi lontano… ma non troppo!

Semplici precauzioni per il prolungamento del nostro braccio. “Due rette parallele dovrebbero incontrarsi ma entrambe guardano perennemente il propri

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Semplici precauzioni per il prolungamento del nostro braccio.

“Due rette parallele dovrebbero incontrarsi ma entrambe guardano perennemente il proprio telefono e nessuna delle due si accorge dell’altra” è una delle duecento mila frasi che imbastiscono le altrettante prediche che ogni giorno rivolgono a noi “generazione 2.0”.

Le utilità che ci vengono proposte da un qualunque smartphone lo rendono assolutamente indispensabile e proprio per questo dovremo prendere piccole e semplici precauzioni per limitare al massimo gli effetti negativi di queste tavolette che si illuminano.

– Giorno –

Ipotizzando si stare chini sul nostro smartphone per circa 3 ore giornaliere otterremmo 1095 ore totali annuali, ora dobbiamo far attenzione ad una cosa: alla spina dorsale in particolare il collo. Il peso che esso sorregge dipende dall’inclinazione attraverso la quale osserviamo il telefono, la cui media è quella di 30° che impone al nostro collo un peso di ben 18 kg (ovvero un bambino di 7 anni).

Ma ipotizziamo di usare il telefono nella funzione che spesso dimentichiamo ovvero effettuare chiamate: potremmo intaccare gravemente la nostra salute se tenessimo il telefono vicino all’orecchio per circa un’ora al giorno per 10 anni. Ciò che fa paura a molti è il surriscaldamento che esso subisce quando chiamiamo per qualche minuto in più, in realtà quello è il male minore dato che il nostro cervello nel peggiore dei casi ne risente solamente per 0.5 gradi centigradi grazie alle ossa del cranio che ne impediscono un maggiore surriscaldamento.

– Notte –

Negli ultimi tempi sono aumentati esponenzialmente gli articoli trattanti la pericolosità di dormire con il telefono vicino facendo lampeggiare anche importanti sirene di allarmi. Difatti,  riposare vicino a un qualunque oggetto che emetta radiazioni aumenterebbe le possibilità della formazione di cellule tumorali nel cervello, è impossibile non volersi informare in modo più approfondito dopo aver letto una cosa del genere.

È provato scientificamente che mettere il telefono in un’altra stanza rispetto alla nostra nel corso della notte aiuti a riposare meglio. Infatti le onde elettromagnetiche potrebbero disturbare il sonno attraverso incubi oppure non permettendoci di riposare in modo continuativo.

Per quanto riguarda l’aumento delle possibilità della formazione di cellule tumorali non ci sono ancora degli studi certi, le onde elettromagnetiche emesse dagli smartphone sono ben al di sotto dei limiti consentiti: il limite italiano è di 40 V/m (volt per metro) e ipotizzando di essere ad un metro dal nostro smartphone si creerebbe un campo di 6V/m.

#FacceCaso

Di Claudia Biasci

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