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Le motivazioni delle ragazze Neet: un mix di retaggi culturali e famiglia

Le motivazioni delle ragazze Neet: un mix di retaggi culturali e famiglia

In Italia il mondo dei giovani disoccupati è composto per la maggior parte da ragazze Neet. Perché? Cosa le spinge a non cercare lavoro? Esistono ster

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In Italia il mondo dei giovani disoccupati è composto per la maggior parte da ragazze Neet. Perché? Cosa le spinge a non cercare lavoro? Esistono stereotipi e retaggi culturali che le frenano?

In base al rapporto di Eurofound la percentuale di Neet Italiani (26.2%) è di 10 punti percentuali superiore alla media europea (15.3%).  La maggior parte questi giovani che non lavorano né studiano in Italia è costituita da ragazze Neet.

Cosa vuol dire Neet?

Con Neet si intende tutta la fascia di giovani compresi tra i 15 e i 19 che sono disoccupati o non impegnati in attività scolastiche o di apprendimento. Nello specifico l’acronimo inglese significa: “Not engaged in education, employment or training”.

Le ragazze Neet: i numeri

Se in Italia il tasso di Neet è del 26.2%, dobbiamo considerare che il 52.5% questi è costituito da ragazze. Quindi se, in generale, i Neet costituiscono più del 55% dei giovani italiani, più della metà di questi sono ragazze. Perché le giovani Italiane non sono spronate nella ricerca del lavoro? Da cosa vengono frenate?

Sempre in base alla ricerca di Eurofound emerge un altro dato interessante. Tra le ragazze Neet, il 23.9% di loro dichiara di essere disinteressata alla ricerca di un impiego e di non essere impegnate in attività didattiche a causa di “responsabilità familiari”.

I motivi delle ragazze Neet

I dati relativi al fenomeno Neet, sono interessanti se si pensa che al giorno d’oggi le ragazze hanno livelli di istruzione superiore rispetto a quello dei ragazzi. Quindi, in generale, dovrebbero avere meno possibilità dei ragazzi di rientrare tra i Neet. Ma non è così.

È evidente che le ragazze sono svantaggiate a causa di una molteplicità di fattori. Tra i motivi principali compaiono retaggi culturali che ancora associano la figura femminile a quella materna, di conseguenza le ragazze dopo o durante gli studi tendono ad abbandonare la prospettiva della carriera in funzione della famiglia. A questo si aggiungono problemi come il fatto che le ragazze a parità di risultati scolastici si sentono meno intelligenti dei coetanei maschi, come evidenzia una ricerca di cui abbiamo parlato qui.

Le non infrastrutture

La situazione delle ragazze che decidono di abbandonare la carriera e gli studi in funzione della famiglia potrebbe essere facilmente evitata. Basterebbero delle adeguate infrastrutture per la maternità e servizi di supporto alla famiglia in grado di alleviare le donne dalle responsabilità familiari. Così non è, e i risultati sono tangibili.

Certamente servirebbe un cambio di mentalità, ma questo cambio non avverrà se i Paesi non lo incoraggeranno. L’Islanda, secondo il “The Global Gender Gap Report 2017” è il miglior Paese in termini di parità di genere, perché l’Islanda ha attivato delle politiche in grado di mettere le donne in una condizione di parità rispetto agli uomini (abbiamo approfondito l’argomento in un articolo dedicato), come per esempio la paternità obbligatoria.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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