Tempo di lettura: 2 Minuti

USA, le armi a scuola sono un problema reale e anche virtuale

USA, le armi a scuola sono un problema reale e anche virtuale

Una nota software house statunitense ha sviluppato un videogioco ambientato in una scuola che ha suscitato l'ira e lo scalpore dell'opinione pubblica.

America nuovamente colpita: 10 studenti morti in una sparatoria in un college
Bussetti contro gli eccessivi allarmismi a scuola: no agli avvisi a casa
Legge 107: manifestanti in piazza a Palermo

Una nota software house statunitense ha sviluppato un videogioco ambientato in una scuola che ha suscitato l’ira e lo scalpore dell’opinione pubblica.

Avete presente il film Elephant nel quale viene raccontato il celebre massacro della Columbine High School del 1999? In quella pellicola osserviamo l’intera vicenda attraverso lo sguardo di uno dei personaggi, come se fossimo in un videogioco.

E allora chissà che non si siano ispirati proprio a questo film i creatori di Active Shooter. Si tratta di un videogame sviluppato dalla software house Valve Corporation che sarebbe dovuto essere disponibile sulla piattaforma Steam a partire dal 6 giugno.

Il videogioco è stato soggetto a critiche abbastanza pesanti da parte dell’opinione pubblica che non ha affatto gradito la l’aspetto violento del videogame. In Active Shooter, infatti, il giocatore ha la possibilità di ricoprire sia il ruolo di un agente delle SWAT che quello di un assassino seriale che ha il compito di uccidere gli studenti presenti all’interno di una scuola.

Ed è proprio questa seconda opzione ad essere finita nell’occhio del ciclone. D’altro canto il videogioco uscirà a pochi giorni di distanza dall’ennesima strage accaduta in una scuola superiore statunitense: quella di Santa Fe, Texas, nella quale hanno perso la vita 9 studenti ed un insegnante.

Dunque l’ultima cosa che la gente vorrebbe in questo momento è un videogame nel quale l’assassinio dei ragazzi viene rappresentato come un obbiettivo da perseguire e non come un atto da condannare ad ogni costo.

E così ecco che su Change.org è stata lanciata una petizione, appoggiata anche dal senatore Bill Nelson e dai genitori delle vittime della sparatoria avvenuta alla Stoneman Douglas High School di Parkland, con l’obbiettivo di bloccare sul nascere la distribuzione del gioco.

Risultato: Doug Lombardi, portavoce della Valve Corporation, ha dichiarato a USA TODAY che il gioco verrà rimosso dalla lista delle prossime uscite. Insomma, per Active Shooter la partita finisce ancora prima di iniziare, è game over.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0