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Ma è vero che le banane sono radioattive?

Ma è vero che le banane sono radioattive?

La radioattività delle banane: un caso particolare di come le radiazioni siano presenti in proprio tutti i momenti delle nostre giornate. Cominciamo

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La radioattività delle banane: un caso particolare di come le radiazioni siano presenti in proprio tutti i momenti delle nostre giornate.

Cominciamo con il dare una risposta: SÌ, le banane sono radioattive. E il motivo è da ricercarsi nel potassio, sì, nello stesso elemento che elogiamo per i suoi effetti contro i crampi. Circa lo 0,012% del potassio esistente sulla terra, e di conseguenza anche all’interno delle banane, possiede 19 protoni e 21 neutroni, stiamo parlando del meglio noto potassio quaranta, K-40. A differenza del K-39, con un neutrone in meno e più comune (93,6% del totale), il K-40 è instabile, cioè radioattivo. Esso tende a trasformarsi spontaneamente in altri due elementi, il calcio e l’argon, emettendo radiazioni con energia estremamente alta.

Una volta ingerito, il potassio-40 viene assimilato dal nostro organismo, senza però accumularsi. La quantità presente nell’organismo è mantenuta pressoché costante dalla regolazione corporea, così che gli eccessi assorbiti attraverso il cibo sono presto bilanciati dall’eliminazione di una analoga quantità di sostanza.

E allora quanto fa male mangiare una banana?

Come accade per tutte le radiazioni, per quantificare il rischio associato ad una certa esposizione bisogna ricorrere alla cosiddetta dose efficace. Per stimare tale rischio si ricorre ad opportuni modelli che simulano le modalità e i tempi caratteristici di residenza del K-40 all’interno del nostro corpo in seguito all’ingestione dello stesso. Generalmente, per l’ingestione di una singola banana (tipicamente da 150 g), si considera una dose efficace ricevuta di 0,1 μSv. Per avere un’idea di quanto basso sia questo numero si pensi che una semplice orto-panoramica ci “regala” 5 μSv (equivalente a 50 banane), un viaggio in aereo di 5 ore ben 40 μSv (equivalente a 400 banane) e una TAC cranica 2 mSv (pari a 20.000 banane).

Usare banane come unità di misura?

La radioattività associata alle banane ha fatto ben presto balenare l’idea di istituire un’unità di misura che utilizzasse proprio le banane per indicare il rischio associato ad un certo tipo e a una certa quantità di radiazioni. Niente di diverso da quanto abbiamo fatto nel paragrafo precedente, insomma. Uno tra i primi riferimenti alla dose equivalente ad una banana, la BED, apparve nel 1995 su RadSafe, una mailing list sulla sicurezza nucleare.

Ma quale è il rischio che corriamo mangiando una banana?

Nessuno modo migliore che trasformare gli  nel rischio di insorgenza di tumori negli anni successivi all’ingestione della banana. Utilizzando i coefficienti messi a disposizione dalla Commissione Internazionale sulla Radioprotezione, possiamo associare a una banana una probabilità di cancro futuro di circa 6 casi su un miliardo. Vi siete tranquillizzati vero?

#FacceCaso

Di Christian Di Carlo

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