Tempo di lettura: 2 Minuti

Santa Sede e Università: riconosciuti i titoli di studio interni al Vaticano

Santa Sede e Università: riconosciuti i titoli di studio interni al Vaticano

L’ultimo accordo tra Repubblica Italiana e Santa Sede era avvenuto con il Concordato del 1948, quando alcune materie ecclesiastiche divennero a tutti

Audioguide dai giovani per San Casciano
Educazione sessuale a scuola: lo dice anche il Papa…

Nasce il responsabile della comunicazione parrocchiale

L’ultimo accordo tra Repubblica Italiana e Santa Sede era avvenuto con il Concordato del 1948, quando alcune materie ecclesiastiche divennero a tutti gli effetti titoli di studio. Oggi, dopo settant’anni, siamo di fronte ad una nuova collaborazione.

Il Ministro della pubblica istruzione Marco Bussetti e il Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, Cardinale Giuseppe Versaldi hanno siglato un accordo per il riconoscimento dei titoli di studio superiori e universitari impartiti dalle istituzioni della Santa Sede.

Fino ad oggi, infatti, gli unici titoli riconosciuti erano quelli di “Teologia e Sacra scrittura”, che necessitavano – in ogni caso – un apposito decreto del MIUR. Con l’intesa firmata ieri si estende l’accordo a tutti gli insegnamenti aventi diritto di riconoscibilità, come stabilito dalla Convenzione di Lisbona.

Come la pensa Bussetti

Che tale obiettivo sia stato raggiunto in questi giorni non è certo una coincidenza: siamo, infatti, al novantesimo anniversario dei Patti Lateranensi, come ha sottolineato il Ministro Bussetti.
Quest’ultimo ha infatti dichiarato che “si tratta di un accordo molto atteso, storico. La collaborazione tra Stato italiano e il Vaticano è ormai prassi consolidata da decenni ed è proseguita in modo costante e proficuo nel tempo”.

Come la pensa Versaldi

Conferma tale opinione il Cardinale Versaldi, contento e soddisfatto per un traguardo che, come lui stesso afferma: “Dà risposta a una domanda discussa per tanti anni nello spirito della Convenzione di Lisbona e del Processo di Bologna. Il presente accordo permette agli studenti la prosecuzione degli studi nell’uno o nell’altro sistema”.

Si aprono – in definitiva – porte rimaste chiuse per troppi anni, secondo i vertici della politica italiana. L’Italia infatti deve conformarsi, al pari di qualsiasi altro Stato sovrano, alle convenzioni vigenti.

“La procedura si svolgerà materialmente attraverso gli Atenei che valuteranno i titoli e provvederanno al loro riconoscimento”, si legge infine nel comunicato MIUR.

#FacceCaso

Di Ludovica Sampalmieri

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0