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Arriva l’ora di arabo a scuola: una bella storia finita in polemica

Arriva l’ora di arabo a scuola: una bella storia finita in polemica

Una scuola nei pressi di Milano introduce un'ora di arabo alla settimana per facilitare l'inclusione. L'idea non è stata accolta con molto entusiasmo.

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Una scuola nei pressi di Milano introduce un’ora di arabo alla settimana per facilitare l’inclusione. L’idea non è stata accolta con molto entusiasmo…

Una bellissima proposta di inclusione che è stata subito criticata e attaccata. In una scuola elementare a Cernusco sul Naviglio, per facilitare l’inclusione di una compagna egiziana è stata introdotta un’ora di arabo alla settimana. Vediamo cos’è successo.

Un’ora di arabo per abbattere gli stereotipi

In un periodo come questo, in cui il fenomeno migratorio viene visto e riportato nei media come una delle peggiori catastrofi, quest’idea non poteva che finire così. Nella scuola elementare di Cernusco sul Naviglio, vicino a Milano, con l’ausilio di fondi Comunali è stata attivata un’ora di arabo per la classe seconda. Nella classe è presente una bambina egiziana. Le lezioni di arabo tenute da un insegnate madrelingua avevano lo scopo di sviluppare confronto e scambio culturale.

La rivolta dei genitori (e della Lega)

Peccato che l’idea non sia piaciuta ad alcuni genitori che hanno inviato delle segnalazioni. Non stupisce certo la pronta reazione della Lega nel consiglio comunale. Non è nemmeno una novità questa: vi avevamo già parlato di un caso simile qui. Insomma, da un’opportunità è nata una pesante polemica e un enorme polverone che porteranno il caso direttamente in aula.

Un riflessione

Dal mio personalissimo punto di vista l’apprendimento di nuove lingue e culture è di arricchimento per tutti.

L’impostazione scolastica italiana e i suoi programmi non prevedono lo studio della storia asiatica: siamo molto focalizzati sulla storia italiana, europea e americana. Ma quanto sappiamo di tutto ciò che è successo (e succede) dalla parte est del mondo? Altri paesi, invece, avevano già pensato di introdurre l’insegnamento dell’arabo a scuola, qui trovate il caso francese. 

Inoltre, la recente islamofobia sviluppatasi negli ultimi anni (anche a seguito dei fenomeni di radicalizzazione e terrorismo) hanno portato i media occidentali a una narrazione quesi ed esclusivamente negativa del mondo arabo e islamico.

Di conseguenza, credo che concedere a bambini e bambine, e ai giovani in generale, di approfondire nuove culture contribuisca a crescere nuove generazioni più consapevoli e informate. In questo mondo in cui le distanze sono praticamente annullate non ci possiamo più permettere una totale ignoranza nei confronti “dell’altro”.

Creare opportunità per i giovani. Non distruggerle. É l’unico modo per sperare in un mondo libero da odio e pregiudizi.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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