Tempo di lettura: 1 Minuti

Trento anti-droga con i corsi anti-spaccio

Trento anti-droga con i corsi anti-spaccio

La giunta comunale ha deciso di mettere un freno agli episodi di spaccio nelle scuole. Come? Con un'interessante forma di prevenzione culturale. Nel

Università Orientale: laurea honoris causa a Dacia Maraini
iPhone X, qualche nuova indiscrezione
Ad Alghero nascerà la scuola del Terzo millennio

La giunta comunale ha deciso di mettere un freno agli episodi di spaccio nelle scuole. Come? Con un’interessante forma di prevenzione culturale.

Nel febbraio del 2017 il 12,1% dei ragazzi intervistati nell’ambito di un sondaggio effettuato negli istituti italiani da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore affermava di aver assistito almeno una volta ad un episodio di spaccio di droga all’interno della propria scuola.

In poco più di due anni il numero di casi di questo tipo è purtroppo cresciuto a dismisura, tanto da costringere diversi istituti a correre ai ripari. A Siracusa ad esempio i Carabinieri sono stati chiamati a parlare della lotta alla droga; in Veneto si è arrivati addirittura a proporre l’introduzione dei test.

L’ultima (in ordine cronologico) misura anti-spaccio arriva dal Trentino Alto-Adige, dove sotto la spinta del Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, la giunta comunale del capoluogo altoatesino ha deciso di prevenire dal punto di vista culturale il commercio illecito di stupefacenti all’interno degli istituti attraverso dei corsi scolastici.

Quest’iniziativa, che è parte di un progetto più ampio presentato questa mattina, ha come obbiettivo quello di coinvolgere esperti nel settore allo scopo di sensibilizzare gli studenti trentini sugli effetti devastanti del consumo di droga e sul giro di soldi sporchi che ruota attorno al suo traffico.

Ma non è finita qui. Fugatti vorrebbe anche vietare il commercio di cannabis light ai negozi della città che attualmente la vendono. Il Presidente della Provincia trentina, al pari del Ministro degli Interni Matteo Salvini che lo scorso maggio fece chiudere diversi canapa store, ritiene infatti che questi esercizi siano “luoghi di diseducazione di massa”.

Non sappiamo se quest’ultima misura andrà effettivamente in porto ma i corsi anti-spaccio restano comunque un’idea intelligente per prevenire un problema che ultimamente sta diventando sempre più serio. Con la speranza che sensibilizzare non faccia soltanto rima con limitare ma anche con eliminare, del tutto.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0