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Fiori da mangiare: lo studio dell’Università di Pisa

Fiori da mangiare: lo studio dell’Università di Pisa

All'università di Pisa il progetto Antea studia le proprietà dei fiori edibili per integrarli nella dieta umana come vera fonte alimentare. Fiori di

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All’università di Pisa il progetto Antea studia le proprietà dei fiori edibili per integrarli nella dieta umana come vera fonte alimentare.

Fiori di zucca per antipasto, una bella margherita e poi una mimosa per dessert. Un pasto a tema floreale si potrebbe definire. Occhio però ai fraintendimenti. Tra qualche anno, infatti, è possibile che per un menù del genere non si debba più andare in pizzeria, ma dal fioraio. All’università di Pisa, presso i dipartimenti di Farmacia e di Scienze Agrarie, alimentari e agroambientali è allo studio una forma di integrazione alimentare basata proprio sui petali considerati edibili.

La ricerca è inserita nel progetto europeo Antea. L’obiettivo generale è cercare possibili sbocchi di rilancio della floricoltura italiana e francese. Un comparto produttivo finito in crisi negli ultimi anni. L’ateneo pisano partecipa a questo lavoro analizzando le proprietà organolettiche delle varietà floricole selezionate. Compresi i test allergologici e i possibili usi nelle preparazioni alimentari.

Al lavoro nei laboratori universitari c’è un team di tutte donne. Le dottoresse Laura Pistelli e Ilaria Marchioni si occupano delle analisi nutrizionali. Al contempo, la dottoressa Basma Najar con la professoressa Luisa Pistelli sono impegnate sui composti volatili che determinano l’aroma della pianta.

“Le proprietà nutraceutiche dei fiori – spiega Laura Pistelli – sono dovute alla presenza di composti salutari per la dieta umana, come i polifenoli, i più importanti con attività antiossidante, oltre alla vitamina C, che sono anche i principali responsabili della colorazione. al momento le nostre analisi stanno riguardando alcune varietà di salvia che hanno fiori, e talvolta anche foglie, che profumano di ananas, pesca o ribes e una specie di geranio dal sapore di limone”.

“Lo studio dei fiori eduli – conclude – è un filone di ricerca molto promettente. Sono infatti una fonte alimentare da riscoprire e sempre più utilizzata anche dai grandi chef. È necessario individuare le loro caratteristiche nutrizionali, affinché possano essere meglio apprezzati dal pubblico”.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

 

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