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25 Aprile, Festa della Liberazione… e io vado controcorrente

25 Aprile, Festa della Liberazione… e io vado controcorrente

Per la maggior parte dei giovani, il 25 Aprile significa solo "vacanza" e uscite con gli amici. Ma, non per tutti è così. Oggi è la Festa della Liber

La Storia dei Giovani che scelsero la Resistenza
A scuola con… La Resistenza!
25 aprile: come si festeggia?

Per la maggior parte dei giovani, il 25 Aprile significa solo “vacanza” e uscite con gli amici. Ma, non per tutti è così.

Oggi è la Festa della Liberazione. Ma prima di passare a qualsiasi tipo di considerazione, forse è utile fare un breve recap su cosa si festeggia effettivamente. Il 25 Aprile del 1945 è il giorno in cui la Resistenza Italiana della Seconda Guerra Mondiale ha proclamato l’insurrezione contro il regime nazifascista, liberando così la nostra penisola.

Nonostante si tratti di un avvenimento fondamentale per la storia di tutti noi, a 75 anni di distanza è difficile mantenere vivi i sentimenti dell’epoca. Non tanto per le generazioni più adulte, piuttosto tra i giovani. Per gli appartenenti alle generazioni Y e Z (i famosi millennials e post-millennials) i problemi sono ben altri e temi come quello della Festa della Liberazione passano facilmente in secondo piano (ma facciamo pure terzo). Non è colpa di nessuno, anzi è quasi inevitabile. Quando la società cambia così tanto, gli avvenimenti del passato sembrano lontanissimi e soprattutto non collegati alla nostra vita.

In poche parole: il 25 è festa nazionale, niente scuola/università/lavoro, esco con gli amici. Stop.

Io invece sono qui per presentarvi un altro punto di vista, e per parlare di quei giovani che questa festa la sentono eccome. Non fraintendetemi, non passo la giornata a piangere ricordando i tempi di guerra, ma ne riconosco l’importanza e il significato. Insomma, non è solo il giorno di festa con gli amici. Può dipendere dai background universitari diversi (mi avete scoperto, studio scienze politiche da 5 anni), dal carattere o magari dalla storia familiare (davanti ai racconti di guerra dei nonni è difficile rimanere impassibili). A prescindere dalla causa, c’è chi vede il 25 Aprile come un’occasione. Per fare che? Per riflettere, per essere grati a chi è venuto prima di noi e ha lottato per permetterci di essere dove siamo.

Va bene, lo ammetto, sto diventando noiosa, ma ci tenevo a sottolineare che, quando si parla di certi temi, esistono sempre diverse prospettive. In giro non si legge altro di quanto il 25 Aprile abbia perso di significato. E invece no, oggi rappresento i giovani vecchi come me, che escono con gli amici, si divertono, ma allo stesso tempo conoscono l’importanza di questa festa!

#FacceCaso

Di Alice Favazza

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