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Cara Università, nella vita guadagnerò di più con o senza Laurea?

Cara Università, nella vita guadagnerò di più con o senza Laurea?

I giovani non trovano più molto interesse nelle università. Nascono nuovi lavori e le prospettive di guadagno sembrano superiori: è davvero così? Son

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I giovani non trovano più molto interesse nelle università. Nascono nuovi lavori e le prospettive di guadagno sembrano superiori: è davvero così?

Sono anni che studio, tra liceo ed università, ma ne varrà la pena? Chissà quante volte vi siete fatti questa domanda. Certo, se un giovane dovesse chiedersi come ottenere ottimi guadagni, difficilmente, oggi, si risponderebbe con: “ma certo, una laurea”.
Sicuramente penserebbe, invece, a Youtube, Twitch, Instagram ecc. Insomma, voglia de “influenzà” saltame addosso.

Lo studio, nobile e virtuoso, porta a nulla se non alla Cultura. E che ci si fa, nel 2020, con la Cultura? Questa parola arcaica e noiosa, che solo a leggerla ci viene il latte alle ginocchia?

A quanto pare, invece, qualcosa ci si fa: ci si guadagna. Secondo uno studio della società di consulenza Spring Professional, dal nome University Report 2020, se analizziamo “l’andamento delle retribuzioni nel tempo (…) si può osservare come, innazitutto, la forbice tra le retribuzioni di laureati e non laureati sia molto sottile nella fascia fra i 15-24 anni, ma poi cresca costantemente nelle successive fasce d’età”.

In parole povere, studiare paga.

Tutte le Università pagano uguale?

Certo, c’è università e università. Secondo questo stesso studio, gli atenei italiani più adatti a ottenere un ottimo stipendio sarebbero: la Bocconi di Milano, che porta in media uno stipendio di 35.081 euro l’anno ai propri studenti, la Luiss di Roma (32.980) e il Politecnico di Milano (32.796). Questo il podio degli stipendi valutando la media delle retribuzioni degli ex-studenti nei primi 10 anni post-laurea.

Media di laureati bassa

Nonostante tutto questo, rimaniamo uno dei fanalini di coda europei per quanto riguarda il raggiungimento della laurea.

In Italia”, si legge nello studio, “solo il 19,3% della popolazione ha un titolo di studio accademico, contro il 36,9% medio dei paesi OECD. Se si considerano i giovani (25-34 anni) si sale al 27,7% contro il 44,5 della media OECD”.

Quindi non stupitevi se tra pochi anni ci saranno più influencer di avvocati, medici e ingegneri messi insieme.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

 

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