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Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola. Che strano giovany

Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola. Che strano giovany

Oggi sarebbe stato l'ultimo giorno di scuola. Ecco un breve viaggio tra varie cose che non si sono potute fare per goderselo a pieno. Ultimo giorno d

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Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola. Ecco un breve viaggio tra varie cose che non si sono potute fare per goderselo a pieno.

Ultimo giorno di (non) scuola per gli studenti italiani. Una primavera surreale, passata stando chiusi dentro casa, ad ascoltare un computer, si conclude con l’ultima, ennesima, privazione. Quella dell’arrivederci (o dell’addio) a compagni e insegnanti. Ma anche alle aule, ai muri, ai singoli pezzi di un edificio divenuto ormai familiare come la propria camera da letto. Oggi sarebbe stata l’ultima volta, per quest’anno o per sempre, che i ragazzi avrebbero rivissuto l’ambiente scolastico. Provando al suono della campanella quella sensazione di libertà assoluta, di cui in un futuro non troppo lontano sentiranno la mancanza.

Invece niente. I gavettoni finali, non sempre a base di sola acqua. Gli agguati fuori dai cancelli di altre scuole del quartiere. Gli ultimi abbracci. Gli ultimi consigli da chiedere ai prof o gli ultimi improperi da rivolger loro a mezza bocca. Nulla di tutto ciò. La (non) scuola nel 2020 mette a distanza non solo la didattica, ma anche le emozioni.

Ben lontani gli uni dagli altri, i ragazzi possono comunque scambiarsi messaggi e darsi appuntamento per la caciara finale ovunque e in qualunque momento. Ma le sensazioni che si provano dentro le mura scolastiche, i rapporti umani che si costruiscono convivendo e condividendo la stessa aria, non sono riproducibili attraverso un monitor o tramite un audio di dieci minuti, in cui ci si dice quanto si è felici. Se poi questo avrebbe dovuto essere l’ultimo giorno in assoluto di scuola, allora i danno è doppio. Per chi farà la maturità oggi era il momento più emblematico della propria carriera scolastica. Dopo 13 anni (minimo) da quella mattina di settembre in cui si faceva “ciao” con la manina a mamma e papà, oggi si sarebbe chiusa un era della propria vita. Si chiuderà comunque. Magari però il momento meritava un festeggiamento ben più coinvolgente di una chat di gruppo.

C’era anche stato un vano tentativo di far tornare i ragazzi a scuola, almeno per questo giorno. Ma dai ragazzi stessi era arrivato molto scetticismo, prima ancora che il Comitato Tecnico Scientifico. Perché non è con un contentino finale che si può pensare di restituire agli alunni quello che hanno perso in questi ultimi 3 mesi di (non) scuola.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

 

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