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Famme capì, se uno studente è positivo cosa fa la scuola di preciso?

Famme capì, se uno studente è positivo cosa fa la scuola di preciso?

Più di 400 istituti hanno dovuto fronteggiare il problema di ritrovarsi un positivo in casa. Sarà un inverno complicato per la scuola. A dire la veri

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Più di 400 istituti hanno dovuto fronteggiare il problema di ritrovarsi un positivo in casa. Sarà un inverno complicato per la scuola.

A dire la verità, c’avevamo sperato che la Scuola potesse riaprire senza problemi. Che il Covid-19 fosse un nemico più che temibile, sì, questo s’era intuito durante l’ultimo lockdown. Ma sai com’è: a volte sai che una situazione non può filare liscia. Ma ci speri. E ci avevamo sperato tutti.
Invece: 400 scuole in dieci giorni. 417, per essere precisi. Ognuna con il suo caso di Covid-19, ognuna con il suo “positivo”. Ognuna sotto scacco del virus.

Nuovi focolai e vecchie paure

Si nota, innanzitutto, come la maggior parte dei “colpiti” siano studenti. Addirittura il 76% dei casi accertati, in ambito scuola si intende, contro il 13% dei docenti e l’11% del personale. Forse perché i ragazzi e le ragazze stanno meno attenti, forse perché vedono più persone o perché rimangono tutto il giorno nella stessa aula.

Difficile dare una spiegazione che, ad oggi, abbia un senso. Fatto sta che in Lombardia sono 84 le scuole colpite, in Emila Romagna 60, Toscana 50, Lazio 38, Piemonte 29 e Veneto 24.

Cosa succede quando lo studente è positivo

Provincia di Roma. Località Fonte Nuova. All’Istituto Luigi Pirandello c’è un caso. Un ragazzo è risultato positivo al TNF (Tampone Naso-Faringeo). Che si fa?

Sono in attesa di avere disposizioni dall’ASL, ma anticipo che le attività didattiche della classe saranno sospese fino al 30 settembre”, dichiara sconsolato Antonio Sansotta, Dirigente Scolastico dell’istituto. L’ASL mi comunicherà eventuale possibilità di svolgere il protocollo di prelievo del TNF a tutte le persone coinvolte presso la sede scolastica, con modalità simile a quanto avviene al drive through”.

Insomma, per ogni caso sono coinvolte diverse figure professionali. Si forma una catena di, si spera, competenze per arginare il fiume che straripa. Ma c’è poco da fare. Incrociamo le dita e prepariamoci ad un altro anno “particolare”. Il tunnel è ancora lungo.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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