Tempo di lettura: 1 Minuti

Educazione sessuale: ma non è che in Italia viene un po’ sottovalutata?

Educazione sessuale: ma non è che in Italia viene un po’ sottovalutata?

È il caso di parlare di educazione sessuale visti anche i recenti fatti di cronaca, grazie ai quali si sente spesso parlare di vite rovinate a causa d

“Il preside è gay” sul muro della scuola sarebbe dovuta essere un’offesa… Peccato!
Educazione sessuale a scuola: lo dice anche il Papa…
Brasile: Jair Bolsonaro vuole militarizzare le scuole! Sarà vero?!

È il caso di parlare di educazione sessuale visti anche i recenti fatti di cronaca, grazie ai quali si sente spesso parlare di vite rovinate a causa del revenge porn e degli abusi sessuali poiché si tende ad associarli alla reputazione ed al colpevolizzare la vittima.

In tempi più o meno recenti, l’argomento “Educazione alla sessualità e all’affettività” è stato introdotto nelle istituzioni scolastiche, eppure non vi è una normativa ufficiale che indichi come erogare questa didattica omogeneamente, per questo risulta spesso carente o inesistente. Eh sì, si parla poco di educazione sessuale.

Come prendersi cura del proprio corpo ed apprendere la naturalezza del poter avere una vita sessuale sono concetti che dovrebbero essere alla base dell’essere cittadini, tutti vivono la propria sessualità, nella maniera più individuale e soggettiva possibile, traendone il massimo con un unico limite: il rispetto ed il consenso di uno o più partner.

Ma questo non dovrebbe venir insegnato sin da piccoli?

Nelle tribù dei Buganda, ad esempio, i bambini apprendono e conoscono tutto del sesso, vivendolo come normalità e non come qualcosa di proibito mentre. In Inghilterra, già dal 2009, risulta obbligatoria nelle scuole pubbliche l’educazione sessuale e nessuno può astenersi.

Di fatto, questa liberalizzazione del concetto di sessualità non viene visto di buon occhio, e si continua a trascendere in concetti come la “reputazione”, sfociando in situazioni paradossali per i tempi che corrono. Come la giovane maestra, vittima della diffusione non consenziente di suoi video e foto intime.

Dopo che l’ex fidanzato si è preso la libertà di appropriarsi dell’intimità della donna, distruggendole la vita con un semplice tasto “invio”, la prof. ha perso il lavoro a causa di diverse lamentele di genitori, i quali non hanno ritenuto appropriata la sua vita privata, portando la preside a licenziarla.

Ecco perché è giusto che le nuove generazioni apprendessero la linea di confine tra la vita professionale e la vita privata, e che l’una non dipende assolutamente dall’altra.

Risulta quasi sconcertante che nel 2020, vivere la propria vita sessuale, significhi nascondersi perché provoca vergogna, perché fa sentire sporchi ed impuri… Ma cosa c’è di sporco in qualcosa che può provocare piacere?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0