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Cocaina, la Colombia vuole legalizzarla: sarà la fine di un’era?

Cocaina, la Colombia vuole legalizzarla: sarà la fine di un’era?

Pablo Escobar, il Re della Cocaina che ha ispirato miti e serie tv. Eppure, non è stato né il primo, né l’ultimo, qualcosa riuscirà a cambiare? Siamo

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Pablo Escobar, il Re della Cocaina che ha ispirato miti e serie tv. Eppure, non è stato né il primo, né l’ultimo, qualcosa riuscirà a cambiare?

Siamo negli anni ’80, la DEA riesce a scovare ed uccidere “il Re della Cocaina” ovvero Pablo Escobar, l’uomo che più si è arricchito con l’esportazione di cocaina, e questo è stato il primo tentativo di eliminare alla radice il problema del narcotraffico.

Ma è veramente servito? Come possiamo intuire, dalla continuazione della serie tv Narcos, no.

E vi sfido: chiunque abbia visto almeno le prime due stagioni, non può non avere imitato la tipica frase: “Yo soy Pablo Emilio Escobar Gaviria” con un accento alquanto discutibile…

Adesso siamo nel 2020, ed il governo colombiano ha appena avanzato una proposta di legge sulla legalizzazione della cocaina come modo per risolvere il problema, dato che la politica antidroga non ha dato alcun risultato. Sarà la volta buona?

D’altra parte, la sua legalizzazione converrebbe in primis allo Stato, così da poterla tassare, e poi potrebbe mettere al sicuro le migliaia di famiglie che lavorano in nero nelle piantagioni.

Ma non bisogna dimenticare che già nel 2015, Juan Manuel Santos, l’allora presidente, aveva intuito la convenienza nel legalizzare sia la Cocaina che la Marijuana, ma come si suol dire: com’è nata l’idea, è morta.

Comunque, si cerca di mettere fine al “Plata o Plomo”, ma basti pensare ai recenti fatti di cronaca per capire quanto il rendere una droga illegale non serva ad eliminarne la richiesta. Ad esempio, il recente scandalo sulle feste di Genovese in cui giravano fiumi di droga ed in cui sono state abusate delle ragazze.

Così facendo, il consumatore la ricerca su fiducia, ed a questo punto, non sarebbe meglio imporre dei controlli su ciò? In modo da avere una maggiore sicurezza su cosa si sta usando?

Ricordiamo che anche i giovani ne fanno uso, spesso senza neanche sapere cosa stanno prendendo, non è anche questo considerabile come un approfittarsene, un abuso?

Se ci fosse una maggiore educazione ai pericoli dell’uso, insieme ai danni fisiologici provocati, dalla scuola alla famiglia, ed un efficiente controllo da parte dello Stato, forse qualcosa migliorerebbe?

Magari l’Italia dovrebbe trarre ispirazione dalla Colombia. E voi cosa ne pensate?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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