Tempo di lettura: 1 Minuti

Le “sneakers” che indossi? Ti durano tutta una vita. Anzi due!

Le “sneakers” che indossi? Ti durano tutta una vita. Anzi due!

Le sneakers lasciano segni indelebili nei momenti di ognuno di noi. Ma se dovessero arrivare al termine del loro ciclo di vita, sapremmo come comporta

Correre verso un oceano meno inquinato, ecco come
Game of Thrones diventa una scarpa Adidas
I loghi dei brand che diventano gadget

Le sneakers lasciano segni indelebili nei momenti di ognuno di noi. Ma se dovessero arrivare al termine del loro ciclo di vita, sapremmo come comportarci?

Entrate prepotentemente ma benevolmente accettate dai canoni imperanti della moda, le sneakers sono icona indiscutibile dello stile underground, e non è tutto. Ad oggi diversi fenomeni e nuove collaborazioni ruotano attorno alla loro vendita, tra cui il reselling – sì, anche (discutibilmente) le scarpe della Lidl – specialmente nel caso di edizioni limitate.

Ma se le mode passano, le sneakers restano? Sì. E vi spiego come.

Storia del consumismo a parte, è sorta la necessità di prendersi cura delle scarpe che non vengono più utilizzate, calcolando che le aziende ne producono a livello globale all’incirca 24.2 miliardi annualmente, con troppe poche soluzioni di riciclaggio.

Inoltre, essendo la maggior parte costituita da componenti a base di plastica e “il PVC e l’EVA ne rappresentano il 35%, possono metterci fino a mille anni per decomporsi”, come ha rilasciato su Fashionista Sahadat Hossain, direttore del Solid Waste Institute for Sustainability.

E gettarle nell’indifferenziata, come alcuni di voi avranno pensato, risulterebbe deleterio per il rilascio di metalli pesanti e sostanze chimiche tossiche, mentre la componente in plastica è altamente riciclabile.

La soluzione? È in EsoSport: un progetto di smaltimento tutto italiano che prevede in negozi appositi una mappa interattiva che, individuando dove lasciare le sneakers, dona loro una nuova linfa vitale.

Una seconda vita che, generando dell’utile, si legge come responsabilità sociale: le vecchie scarpe permetteranno una realizzazione di una pavimentazione antitrauma di atletica leggera o la riqualificazione di un parco giochi. E sempre sulle regole del green marketing, per le grandi aziende produttrici – come i colossi delle sneakers Nike e Adidas – è diventato scontato viaggiare verso una sharing economy, fortunatamente non considerata più di nicchia.

Prossima mossa? Una realizzazione di scarpe esclusivamente con materiali biodegradabili, un must che non passerà mai di moda: es très chic!

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0