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Scuola, prosegue il rientro, tra dress code e facilitatori: facciamo il punto

Scuola, prosegue il rientro, tra dress code e facilitatori: facciamo il punto

Procede senza sosta il graduale rientro in classe degli studenti italiani, supportati dai presidi e anche da qualche ente locale. Ecco come. È uffici

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Procede senza sosta il graduale rientro in classe degli studenti italiani, supportati dai presidi e anche da qualche ente locale. Ecco come.

È ufficialmente trascorsa una settimana dal secondo rientro in classe degli studenti italiani. Una settimana vissuta tra polemiche, proteste, occupazioni e immancabili contagi da Covid-19. Contagi che, in alcuni casi, hanno persino costretto gli istituti a posticipare la riapertura dei loro cancelli.

È andata così per esempio a Conegliano, in provincia di Treviso, dove il preside del Liceo Marconi Stefano Da Ros ha lanciato un appello molto particolare ai propri studenti. Il dirigente scolastico ha infatti chiesto ai ragazzi di salutare il rientro in classe con un look più formale, diverso dal solito.

Niente jeans, felpe o t-shirt insomma, per un giorno speciale ci vuole un abbigliamento speciale. Sì, perché per gli studenti di Conegliano quello di ieri non è stato un ritorno a scuola come tanti altri, è stato un punto di svolta, la luce in fondo ad un tunnel talmente lungo che, al confronto, quello della Manica sembra un ponticello. Ma i ragazzi sanno che l’uscita è ancora lontana.

Per arrivarci bisognerà continuare a mantenere dei comportamenti corretti e cominciare ad adottare delle soluzioni efficienti. Lo sa bene la Atp (Azienda dei Trasporti) di Sassari, che nella giornata di ieri ha varato un piano di trasporto urbano e suburbano per tutelare gli studenti locali.

Perché, come abbiamo detto più volte, il problema non sono tanto gli istituti, quanto tutto ciò che gli gira attorno. A Sassari lo sanno bene ed è per questo che hanno pensato di inserire all’interno di ogni autobus una figura aziendale, detta facilitatore, che si occuperà di “distribuire” i passeggeri a bordo.

Ma non è finita qui. Per ridurre al minimo le probabilità di contagio sui propri mezzi di trasporto, si è pensato anche ad alcune semplici norme da rispettare, tra cui spicca la “regola del silenzio”. Non un vero e proprio divieto, ma piuttosto una richiesta al passeggero: se proprio devi parlare, cerca di farlo a bassa voce. Questo perché più è basso il “volume”, meno droplet ci sono.

Insomma, l’operazione “rientro in classe” procede e gli sforzi per renderla il più agevole e piacevole possibile ci sono tutti. Riusciremo a portare la nave in porto? Probabilmente sì. Ma, riprendendo le parole del grande Agostino Di Bartolomei, vediamo di arrivarci col vessillo…e con una bella camicia bianca.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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