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AWARE, il Think Tank fondato dai Giovany a cui ho fatto un’intervista!

AWARE, il Think Tank fondato dai Giovany a cui ho fatto un’intervista!

Che cosa fa un Think Tank? Quali sono i pilastri su cui puntare per costruire un futuro migliore? Ecco l’intervista che ho fatto con i ragazzi di AWAR

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Che cosa fa un Think Tank? Quali sono i pilastri su cui puntare per costruire un futuro migliore? Ecco l’intervista che ho fatto con i ragazzi di AWARE!

AWARE nasce nel Marzo del 2019 dall’idea di un gruppo di Giovany romani accumunati dalla passione e dalla curiosità per la politica, l’economia e l’attualità. Da allora il progetto è cresciuto fino ad arrivare a diventare un vero e proprio Think Tank, ovvero un’associazione che si occupa di analisi di politiche pubbliche per conto di aziende o istituzioni. Insomma, quello che era solo il sogno di un gruppo di universitari e Giovany lavoratori è diventato un vero e proprio lavoro, mica male! Ho fatto una chiacchierata con Alessia, la responsabile dei Social Media di AWARE, ed ecco quello che ho scoperto sul loro progetto.

AWARE ha da pochissimo compiuto due anni e nasce come un magazine online di divulgazione sui temi dell’economia, della cultura e della politica. Cosa vi ha spinto a fare il “grande salto” e a diventare un vero e proprio Think-Tank? Come siete strutturati al vostro interno?
Il motivo che ci ha spinti a fare il passaggio da rivista online a Think Tank è la nostra volontà di contribuire attivamente alla definizione del futuro che verrà. La nostra attività – dalla ricerca alla redazione dei paper fino alla creazione di momenti di dibattito – non ha come obiettivo solo di rendere consapevoli la nostra e le successive generazioni, ma anche a promuovere un confronto culturale consapevole, aperto e concreto. Tutto questo è possibile grazie al lavoro quotidiano di oltre 45 ragazze e ragazzi. Al nostro interno siamo suddivisi in diversi gruppi di lavoro: l’Area Sostenibilità e l’Area Digitale&ICT sono il centro nevralgico delle nostre attività. In queste aree i nostri analisti e articolisti si occupano della ricerca e della redazione dei contenuti editoriali (paper, articoli e pillole), supportati dal nostro team di editors. Non meno fondamentale è l’area Relazioni Esterne.

Sostenibilità e Digitale sono i temi su cui avete deciso di concentrare il vostro lavoro attraverso la redazione di paper o l’organizzazione di tavole rotonde. Come mai proprio questi due?
Abbiamo scelto di focalizzarci su questi due macro-argomenti perché a nostro avviso sono quelli che meglio rappresentano le chiavi per guidare il futuro del nostro pianeta: l’evoluzione delle tecnologie e del settore digitale nelle sue declinazioni (tutto il comparto ICT) e lo sviluppo sostenibile, basato su tre pilastri: sociale, economico ed ambientale. Trasformazione digitale e sviluppo sostenibile sono due facce della stessa medaglia ed è impensabile non tener conto di entrambe, congiuntamente.

“Semplice ma non semplicistico” è il vostro motto. Come riuscite a rendere appetibili ai Giovany temi anche complessi come quelli che affrontate?
Più che appetibili puntiamo a renderli comprensibili. Spesso capita che per parlare di sostenibilità e digitale venga usato un linguaggio troppo complesso senza avere un riscontro pratico nella quotidianità. La nostra ragion d’essere, come quando tutto è partito due anni fa, è rimasta quella di rendere accessibili i temi trattati, usando una terminologia appropriata ma comprensibile per tutti, senza scadere nella banalizzazione.

Il vostro Team è tutto composto da Giovany universitari e giovani professionisti, il nostro è il giornale degli studenti per gli studenti. Qual è stato il percorso che ha portato ciascuno di voi a collaborare con AWARE e i vostri background? Quali sono le caratteristiche richieste per i Giovany che vorrebbero entrare nel vostro Team?
L’essere giovani ad oggi è un nostro marchio di fabbrica e un nostro punto di forza, perché le ragazze e i ragazzi vedono AWARE come uno spazio in cui potersi esprimere e poter crescere insieme. Ognuno di noi ha alle sue spalle una formazione ed un bagaglio esperienziale sui generis. Si va dalle scienze politiche all’economia, dalle lettere all’ingegneria. Crediamo nella forza dell’eterogeneità come stimolo per il confronto continuo, base della nostra realtà.
Nelle ragazze e nei ragazzi che vogliono entrare in AWARE ricerchiamo più di tutto motivazione, proattività e curiosità.

Durante le varie attività organizzate siete entrati in contatto con personalità rilevanti del mondo della politica, delle istituzioni e dell’economia. Qual è stata la soddisfazione più grande che vi ha regalato AWARE nei primi anni di vita?
Motivo di orgoglio sono sicuramente i nostri numeri: in due anni abbiamo pubblicato più di 190 articoli, elaborato 10 paper scientifici e organizzato 6 tavole rotonde. Questo grazie alla crescita interna del gruppo. Tra le soddisfazioni più grandi rientra anche il riconoscimento della nostra organizzazione interna e della passione che mettiamo in quello che facciamo da parte di tutte le persone che incrociano il nostro percorso.

Qual è lo scopo che vi proponete con le vostre ricerche e la vostra attività di divulgazione e come vedete il futuro che verrà? Credete nei Giovany e che abbiano le capacità e le forze per cambiare il mondo in cui viviamo nonostante la difficile situazione in cui viviamo?
Lo scopo della nostra attività è quello di elaborare delle proposte di intervento politico che tengano conto del nostro approccio integrato tra digitale e sostenibilità. In ogni analisi che svolgiamo inseriamo sempre delle raccomandazioni indirizzate ai decisori pubblici o alle aziende per cercare di avanzare delle soluzioni che permettano di migliorare la nostra società, frutti del confronto tra le diverse esperienze e dello studio costante dei nostri membri. Inoltre puntiamo sulla valorizzazione delle competenze di studenti e giovani professionisti perché secondo noi il cambiamento ha il volto e la voce dei giovani ed ogni giorno lavoriamo per far sentire questa voce e dimostrare che i giovani sono il cuore pulsante di questa rivoluzione.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Se parliamo del breve termine c’è sicuramente l’ambizione di continuare a far bene ed affermarci come realtà competente e appetibile agli occhi di giovani e professionisti. Tra i tanti progetti che vogliamo far partire rientrano gli incontri di formazione con i più giovani. Ci piacerebbe entrare in contatto con le scuole per poter sensibilizzare i giovani sui temi che trattiamo. Nel medio-lungo termine, invece, un sogno in cui crediamo è quello di riuscire ad avere una nostra sede.

#FacceCaso

Di Beatrice Offidani

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