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STUDENTS: far from home… zaino in spalla, andiamo in Vietnam!!

STUDENTS: far from home… zaino in spalla, andiamo in Vietnam!!

Oggi la nostra rubrica che vi racconta la vita da studenti all’estero fa un volo lunghissimo e ci porta in Vietnam insieme ad Andrea… Ciao Andrea! Og

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Oggi la nostra rubrica che vi racconta la vita da studenti all’estero fa un volo lunghissimo e ci porta in Vietnam insieme ad Andrea…

Ciao Andrea! Oggi ci racconti un po’ della tua peculiare esperienza all’estero in… (rullo di tamburi) VIETNAM! Ma come ti è venuto in mente?

Ciao Martina! Non è che mi sia venuto in mente nello specifico il Vietnam. Diciamo che ho sempre cercato di evitare come la morte le destinazioni classiche dell’Erasmus (i.e.: Spagna). Non ci trovo un gran senso ad andare in posti dove potresti andarci benissimo con un volo di 9 euro. In triennale sono finito a Mosca per 6 mesi ed è stato pazzesco. Questa volta, visto che non c’ero mai stato, volevo provare l’Asia. Ho controllato e sono rimasto affascinato dalle destinazioni disponibili e ho inserito nelle mie preferenze solo destinazioni in Asia: Seoul, Shanghai, Hanoi, Taiwan e alla fine sono finito ad Hanoi, forse meglio così, più autentica.

Sei partito in periodo di covid per andare in un luogo abbastanza “remoto”, ovviamente dalla nostra prospettiva Italiana, hai riscontrato difficoltà?

Ho riscontrato delle sfighe piuttosto che difficoltà. La mia partenza inizialmente era programmata per Agosto 2020, è stata poi ovviamente posticipata molte volte fino ad arrivare all’effettiva partenza ad Aprile 2021. Ironia della sorte però, fino ad Aprile 2021 il Vietnam non ha praticamente avuto alcun caso (si aggiravano dagli 0 ai 5 giornalieri). Una volta atterrato però, la pandemia è esplosa (si, per loro è iniziata effettivamente ad Aprile 2021, e io stavo in quel momento scendendo dall’aereo) e da lì una serie di correlati eventi.

Tutto inizia con un isolamento di 14 giorni nella camera di un albergo iper-costoso adibito a quarantena dove stavo letteralmente impazzendo (per farvi capire cosa intendo per iper-costoso, vi dico che la stessa identica somma che ho sborsato per il periodo di quarantena mi è poi bastata per farmi 3 mesi e mezzo di Vietnam includendo affitti, viaggi, cene, divertimenti e chiccherie varie) se non fosse che l’ultimo giorno del presunto periodo di quarantena, dopo aver fatto le valigie ed essermi messo tutto “in tiro” per il mio ingresso in Indocina, mi chiamano dalla reception per dirmi che c’è stato un peggioramento della situazione sanitaria in Vietnam e che una nuova ordinanza governativa mi obbligava a stare ALTRI 14 GIORNI in quarantena arrivando a un totale di ben 28 giorni di isolamento.
L’università poi non ha gestito al meglio la situazione ma a parte questo nessuna grossa difficoltà.

Il tuo è stato uno scambio universitario. Come ti sei trovato con il loro sistema accademico?

Forse il più grande academic shock l’ho avuto quando ho visto che alcuni dei miei colleghi iniziavano le lezioni alle 6.30 del mattino, ora nella quale al massimo mi immagino di andare a letto durante un Erasmus, non di certo iniziare le lezioni.
Dal punto di vista organizzativo poi come dicevo ci son stati grossi problemi, dato che, forse visto il primo anno di pandemia che per loro è stato praticamente inesistente, l’università puntava sulle lezioni in presenza che però non hanno più potuto tenere. Inizialmente mi ero iscritto a 5 esami ma alla fine, nonostante vari solleciti, ho ricevuto notizie da solo 2 professori. Per fortuna mi mancavano solo due esami e per fortuna ho pensato di fare questo “exam overbooking”.
Per il resto i professori erano molto bravi a mio avviso, nulla di troppo diverso.

Hai avuto la possibilità di girare un po’ la nazione? Quali sono stati i luoghi più belli che ha visitato?

Purtroppo, non ci sono state troppe possibilità di viaggio come ci sarebbero state se non ci fosse stata la pandemia di mezzo. Molte province hanno chiuso i loro confini ed è stato impossibile viaggiare a dovere. Sono stato però a Ninh Binh quando era ancora possibile e devo dire che dal punto di vista naturalistico è una città mozzafiato, sembrava di stare in un altro pianeta, andatevela a vedere è molto bella.

Infine, in una nottata di follia io e un amico spagnolo abbiamo deciso improvvisamente di partire in motorino per una destinazione proibita (Ha Long Bay: 4 ore di motorino) che appunto vietava ogni tipo di ingresso dalle altre province. Questa è un’avventura che richiederebbe moltissimo tempo per essere raccontata, ne sono successe veramente di tutti i colori, sappi solo che abbiamo dovuto eludere una quindicina di militari alla blockade in ingresso per poi ritrovarci con un motorino completamente rotto una volta entrati, senza la possibilità di tornare indietro o di dormire là (eravamo entrati illegalmente e se ci avessero scoperti come minimo ci saremmo dovuti fare altri 28 giorni di quarantena senza considerare le eventuali sanzioni). Alla fine disperati riusciamo a tornare caricando un motorino in una macchina a 7 posti e riusciamo a tornare esausti dopo 36h in quella che doveva essere una semplice toccata e fuga. Però devo dire che ne è valsa la pena, Ha Long altro posto assurdo.

La differenza culturale può essere un problema: per te lo è stato? Come ti sei trovato nelle relazioni interpersonali?

Potrebbe certamente essere un problema, per me non lo è stato. Dipende sempre da che tipo di persona sei, quanto sei aperto a conoscere e comprendere nuove culture, dal tuo spirito di avventura e adattamento. Chiaro se parti per il Vietnam convinto che troverai lo stesso stile di vita che fai nell’upper-east side Romana ti troverai male. Non ti aspettare la Carbonara di Luciano e non ti aspettare che le persone ragionino o si comportino nel tuo stesso modo.

Devo dire comunque che per quello che ho potuto vedere il Vietnamita tipo (passatemi questa generalizzazione) è molto cordiale e disponibile. Si fa in quattro per aiutarti ed è sempre molto sorridente. Esiste un grosso senso di comunità e si vive la strada, si conoscono e si aiutano tutti nel proprio quartiere. Una cosa che mi ha stupito sono queste case a piano terra che hanno il soggiorno che dà letteralmente sulla strada da una grande saracinesca stile negozio. La gente praticamente pranza, cena e si rilassa la sera davanti la televisione di fronte a te, per strada. Avrei voluto fare molte foto ma c’era qualcosa dentro di me che mi fermava dal farlo, mi sembrava di invadere troppo quello spazio personale, però c’erano dei bei quadretti di famiglie tipiche.

Dicci 2 motivi per scegliere una meta “Out of common” per la propria esperienza all’estero e un motivo per scegliere il Vietnam…

Sarò molto diretto e sintetico. Non capisco che gusto ci provi la gente a scegliere mete che sanno che possono raggiungere facilmente e dove sanno che non avranno alcun valore aggiunto. Cercate di sperimentare e mettervi in gioco, questo è il periodo migliore della vostra vita per poter vivere un po’ il mondo fuori. Non fossilizzatevi sulle solite stupidaggini, tranquilli la reggaeton c’è ovunque e si limona dappertutto. Andate in posti dove difficilmente vi capiterà di ritornarci e che vi incuriosiscono. Per quanto riguarda il Vietnam, natura mozzafiato, gente stupenda, buon cibo e se vuoi, stile di vita altissimo.

Oggi abbiamo fatto un viaggio pazzesco con Andrea ma stiamo già progettando il prossimo. Che figata sarebbe se potessimo partire con te? Scrivici e raccontaci la tua esperienza da expat!

#FacceCaso

Di Martina Borrello

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