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FacceSapè: ecco la nostra intervista per il nuovo album di Svegliaginevra

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Nuovo appuntamento con le nostre interviste musicali: oggi è Svegliaginevra a passare sotto le grinfie di Giorgia per parlare del suo nuovo album “Le tasche bucate di felicità”.

Ciao Svegliaginevra, è un piacere averti qui su FacceCaso! Innanzitutto, dicci come stai e rivelaci la prima cosa che hai pensato all’uscita di “Le tasche bucate di felicità”, il tuo disco d’esordio per La Clinica Dischi.
Ho pensato “FINALMENTE!”. Non potevo più aspettare di condividerlo con tutti. Non mi sembra ancora vero sia uscito. Ho il cuore a mille.

Il tuo, era uno fra i nomi più attesi del cantautorato emergente; ma quali sono le tue radici? Le tue sembrano spalle rese robuste da un percorso musicale certamente “consapevole”.
Sì, è da un po’ che suono e scrivo canzoni. Ho avuto due band prima di questo progetto, scrivevo in inglese con influenze molto più indie/folk. Poi siamo partiti per l’Australia lì ci siamo divisi. Tornata in Italia, ho deciso e cominciato a scrivere in italiano, un po’ perché avevo da sempre immaginato che un giorno alla fine, avrei scritto nella mia lingua madre e un po’ perché avevo bisogno di nuovi stimoli e di mettermi alla prova, partendo da zero. Ho fatto molta fatica a trovare il mio modo di comunicare, di scrivere, di usare le parole. Il risultato finale è questo disco d’esordio che mi rende super fiera del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto con La Clinica Dischi.

Poi, ad un certo punto, l’incontro con La Clinica Dischi. Tra l’altro, il modo in cui sei entrata in contatto con l’etichetta spezzina merita forse di essere raccontato…
Surreale. Come dicevo, una volta tornata dall’Australia avevo voglia di tirare su questo progetto solista in italiano, dopo aver suonato tanti anni con le band. Seguivo La Clinica Dischi su Instagram perché apprezzavo i suoi artisti e spesso commentavo le loro storie con dei complimenti del tutto disinteressati, finché un bel giorno mi scrivono chiedendomi di inviargli qualcosa di mio. Registro al volo dieci tracce (inclusa “senza di me.” che poi è l’unica superstite delle dieci canzoni) e mando una mail a Milo Manera. Da lì, il resto è storia.

Rimaniamo in tema “produzione”. Più volte sui tuoi social ringrazi Leonardo Lombardi, producer della label; oggi, la figura del produttore sembra essere diventata incisiva talvolta più di quella dell’artista. Com’è stato lavorare col team spezzino?
E’ stato faticoso costruire insieme le basi di un progetto in cui tutti noi crediamo tanto. Abbiamo gli stessi valori e la stessa fame di fare musica e di farlo nel modo più professionale possibile. Diamo il massimo e questo si percepisce. Curiamo ogni piccolo dettaglio. Con Leonardo ho un rapporto bellissimo, basato sulla stima e il rispetto reciproci. Abbiamo gli stessi gusti musicali e la stessa sensibilità artistica. Insieme abbiamo tirato fuori queste 12 tracce che ci rendono fieri ogni giorno. Ha vestito le canzoni come fossero sue, ne ha valorizzato e amplificato il valore secondo me.

“L’amore si vive solo ce l’hai”: forse è una delle frasi più incisive del disco, capace di esprimere un tema ricorrente per tutte le tracce. Ci racconti, utilizzando cinque citazioni da “Le tasche bucate di felicità”, di cosa parla il tuo album d’esordio?
“…Non ti sei accorto no, sono scappata sul più bello e questo è tipico di me che non rispondo e poi ti cerco’’
“…Cos’ho pensato quando ho detto che forse morire era meglio di ricominciare’’
“…Settembre mi ricorda i tuoi occhi che mi fanno male’’
“…E poi dimenticare è una cosa che non ho mai saputo fare soltanto con te’’
“…Ma che cosa abbiamo fatto? Che cosa abbiamo fatto a noi?’’

Continuiamo con i giochi sadici. Scegli tre brani del disco e preparaci un menu a base di primo, secondo e dolce. Il caffé te lo offriamo noi!

Primo: siamo(stati)
Secondo: Emozioni strane
Dolce: Elastico

Un film a cui offriresti volentieri, come colonna sonora, “Le tasche bucate di felicità”.
In generale, un film, in cui alla fine i protagonisti si lasciano.

E adesso, che Ginevra si è svegliata? Che cosa possiamo aspettarci?
Aspettiamo insieme il tour per la promozione del disco. Grazie di cuore per l’intervista.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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