L’estate precaria: meno vacanze per tutti

L’estate precaria: meno vacanze per tutti

Pochi soldi, tanto lavoro e vacanze ridotte: è sempre più evidente come questo sia il vero mood dell’estate 2k16. Una volta si cantava “tutti al mare,

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Pochi soldi, tanto lavoro e vacanze ridotte: è sempre più evidente come questo sia il vero mood dell’estate 2k16.

Una volta si cantava “tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare”, adesso, da nord a sud, l’unica caratteristica ricorrente di questi mesi, che dovrebbero essere vacanzieri, è viaggi al minimo, tanta città e tutti a lavorare.

Penso di non essere l’unico ad aver notato una cosa: le città dello stivale ad Agosto sono affollate come non mai, e nulla ha a che vedere con eventuali climi autunnali, perché la situazione non varia neanche dove si registrano temperature torride.
Poi osservando le spiagge e altri luoghi di villeggiatura, ci si accorge come i turisti siano sempre più sfuggenti, quasi volanti, nel senso che una settimana ( se non un giorno ) li vedi, quella dopo no.
I nonni e i genitori raccontano di una nazione gaudente, dove famiglie gigantesche ( altro che i nuclei ridotti di oggi ) passavano interi mesi tra litorali e campagne. E allora sì che capisci come i tempi siano cambiati, se non stravolti.
La soluzione adesso è lavorare il più possibile, viaggiare il giusto, uno massimo due settimane, ovviamente ai prezzi più ragionevoli. Qual è a questo punto la meta giusta? Il paese d’origine, se si riesce a creare un itinerario abbordabile, sennò agriturismo, oppure riducendo il periodo ancora di più una città europea.

“La disuguaglianza è vedere un uomo nello spazio mente un altro aspetta un tozzo di pane in coda alla mensa dei poveri”. Dice il professor Atkinson, creatore dell’indice che porta il suo cognome e che, con l’indicatore di Gini, è da sempre lo strumento più utilizzato da economisti e sociologi per lo studio delle disuguaglianze nel mondo.

E così che la forbice sociale si allarga sempre di più, tra chi può permettersi vacanze extralusso, ostentandole alla Gianluca Vacchi, e chi tira la cinghia bottone dopo bottone e s’inventa qualcosa.
Ma l’Italia è diversa, e il tempo del benessere sociale e degli esodi estivi per ora, speriamo solo ora, sono finiti.

Di Umberto Scifoni

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