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Si chiama “Steve Jobs” ed è un’azienda tutta italiana

Si chiama “Steve Jobs” ed è un’azienda tutta italiana

Due giovani fratelli napoletani hanno creato un'azienda che tratterà di abbigliamento e hi-tech registrando loro per primi il marchio "Steve Jobs", vi

Identikit illeciti e idrogel improbabili, menomale che c’è il TG USA
Ciao mamma, guarda come imparo con prof Jovanotti
#INSIDEUSA2020

Due giovani fratelli napoletani hanno creato un’azienda che tratterà di abbigliamento e hi-tech registrando loro per primi il marchio “Steve Jobs”, vincendo una difficilissima causa contro Apple.

Non è vero che in Italia non si fa innovazione e le imprese sono sempre le stesse, o almeno non è sempre vero.
Vi ricorda qualcosa il nome Steve Jobs? Probabilmente la maggior parte lo ricollegherà al geniale inventore della “Apple”, uno degli uomini che studieremo sui libri di storia.

E invece si tratta di una nuovissima azienda italiana, napoletana ad essere precisi.
Tutto è cominciato nel 2012 quando due fratelli, Vincenzo e Giacomo Barbato, rispettivamente imprenditore e fashion designer, si accorsero che nessuno della Apple aveva mai registrato il nome del suo inventore, Steve Jobs.

Quale migliore occasione per due ragazzi propositivi che non aspettavano altro che mettersi in proprio e smettere di produrre per altri?
Vincenzo e Giacomo decidono così di investire i loro capitali per dare vita all’azienda “Steve Jobs”, registrando loro per la prima volta il nome del geniale inventore della mela.

Ci siamo stufati di produrre per altri e abbiamo deciso di creare prodotti innovativi con il brand Steve Jobs“.

Dopo la geniale idea, la lunga battaglia contro Apple

Subito sono iniziati i primi problemi. La Apple non ci sta e decide di fare causa ai due imprenditori italiani. La contestazione mossa non riguardava tanto la registrazione del marchio “Steve Jobs” che indiscutibilmente non era mai avvenuta prima e quindi era utilizzatile, quanto il disegno del marchio stesso. Secondo i vertici di Apple il simbolo utilizzato era molto simile alla celebre mela morsicata. Le intenzioni di Vincenzo e Giacomo Barbato erano invece quelle di riprodurre una “J” che niente aveva a che fare con il simbolo Apple.

Iniziata una difficilissima battaglia legale, i due giovani imprenditori italiani non si abbattono e continuano a crederci. A dargli ragione tutti i tribunali aditi. La Corte Europea e la Camera di Commercio riconoscono loro la proprietà intellettuale sul nuovo marchio.

E sapete quale è il lato positivo di tutta la vicenda? Da una parte essere riusciti a dimostrare la forza dell’imprenditoria italiana anche rispetto agli enormi colossi americani. Dall’altra, il fatto che l’azienda Steve Jobs, creata da due ragazzi lungimiranti, non è un’azienda chiusa ma ha come obiettivo quello di prestare il proprio marchio ad altri progetti, spingendo le startup giovani e innovative.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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