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King Abdullah University: dove i cervelli in fuga trovano riparo

King Abdullah University: dove i cervelli in fuga trovano riparo

Ci troviamo in Arabia, alla King Abdullah University. Questa è la storia di Valentina Carboni, che da un anno vive e lavora lì. Se vi dicessi King Ab

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Ci troviamo in Arabia, alla King Abdullah University. Questa è la storia di Valentina Carboni, che da un anno vive e lavora lì.

Se vi dicessi King Abdullah University of Science and Technology sapreste di cosa sto parlando? Non credo, perché nemmeno io l’avevo mai sentita prima di scovare questo articolo su internet (qui, AGI, Brahim Maarad del 26 Febbraio).

Parliamo di una delle università più avanzate e tecnologiche del mondo, si trova in Arabia Saudita e, infatti, è intitolata al suo re. Cosa ha di speciale questa università? Semplice, il dipartimento di bioscienze è guidato da italiani e sono circa cento i nostri connazionali che hanno un lavoro in questa università. #Pazzesco

L’opinione più diffusa è quella di essere cervelli in viaggio e non in fuga, che hanno un’opportunità fuori dall’Italia, in un paese estremamente diverso dal nostro. Pensate che parliamo di monarchia teocratica, sostanzialmente il Re fa ciò che vuole, tipo costruire un’università che porta il suo nome e metterci dentro alcune delle migliori menti in circolazione.

Come Valentina Carboni, che alla King Abdullah University ha un assegno di ricerca dopo che in Italia non ha ricevuto nessuna risposta da nessun colloquio di lavoro. Laureata a pieni voti, ha un dottorato e un post doc ed è stata anche in Canada, ma l’Italia sembrava non volerla, per cui è da più di un anno che vive in Arabia Saudita. Insieme a lei ci sono circa mille studenti da tutto il mondo, di cui il 69% è straniero mentre solo il 31% viene dall’Arabia.

Vivere in un posto così diverso non è facile, ma sicuramente gli strumenti per la ricerca e gli assegni ti danno davvero l’opportunità di scoprire qualcosa di vero, di concreto. A differenza delle aziende italiane che nemmeno rispondono. L’Arabia ha rappresentato per lei un’alternativa, molto probabilmente alla disoccupazione. Nonostante questo, Valentina non odia l’Italia, anzi. Riconosce le capacità di questo paese, ma questa volta l’alternativa ha vinto.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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