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Pistole Taser: il manganello ormai è fuori moda.

Pistole Taser: il manganello ormai è fuori moda.

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6 città Italiane coinvolte nella sperimentazione: bene o male?

Le pistole taser sono quelle che vedi nelle serie americane: nel momento in cui il politico sta per essere colpito da un proiettile la scorta prende la sua pistola elettrica, lancia una scossa viola e l’attentatore muore sul colpo. Ecco diciamo che non è proprio così semplice e così facile usarla e per fortuna neanche la pistola in questione è così letale.

Essa si basa non sulla potenza delle scariche quanto sulla frequenza di esse che consiste in una ogni 5 microsecondi per una durata di 15 secondi.

Le domande che nascono dall’utilizzo di essa sono moltissime: partendo da quelle per la sicurezza, per la convenienza, per il costo ed inoltre anche l’aspetto etico si fa sentire nei dibattiti in cui è discusso questo argomento.

Partiamo dal fatto che la pistola Taser non sostituisce l’arma da fuoco di carabinieri e poliziotti ma prende il posto del manganello quindi utilizzabile su soggetti che oppongono resistenza senza però essere armati, altrimenti si ricorrerà all’uso di armi da fuoco tradizionali. Specialmente la pistola Taser X26 ECD prodotta in Arizona dall’omonima azienda sarà utilizzata dai poliziotti e carabinieri di Brindisi, Caserta, Catania, Milano, Padova e Reggio Emilia come città pilota per poi estenderne l’utilizzo in tutta Italia dopo la proposta nel 2014 di un membro di Forza Italia.

Secondo degli studi attuati in America dove già dal 2000 vengono usate tali pistole, una persona su 400 soggetti potrebbe morire dopo aver ricevuto una scossa, dal 2000 al 2017 1000 persone sono morte dopo aver ricevuto scosse, la pistola ha causato direttamente o contribuito in buona parte al decesso del 15.3% di essi.

I soggetti maggiormente a rischio sono chi è affetto da malattie cardiache, disturbi neurologiche e donne incinta che hanno un’alta probabilità di perdere il bambino. L’articolo 3 della costituzione europea vieta l’utilizzo di pistole che emettano scariche elettriche poichè considerate mezzi di tortura, l’ONU stessa la definisce in tale modo ma è anche vero che la legge che ne regola l’utilizzo recita “…con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il ministro della Salute…”

Tu che ne pensi?

#FacceCaso

Di Claudia Biasci

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