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A settembre riparte il Piano Nazionale Scuola Digitale: ecco cosa cambierà per le scuole

A settembre riparte il Piano Nazionale Scuola Digitale: ecco cosa cambierà per le scuole

È il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca Valeria Fedeli ad annunciarlo durante un incontro tenutosi a Roma qualche giorno fa. Molti milioni di Eu

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È il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca Valeria Fedeli ad annunciarlo durante un incontro tenutosi a Roma qualche giorno fa. Molti milioni di Euro sono stati stanziati per implementare per il digitale, l’applicazione della tecnologia e dell’informatica nelle scuole.

La scuola italiana ha bisogno di un ammodernamento. A pensarla così non è solo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che in un recente studio ha affermato che le nostre scuole sono rimaste indietro di 15 anni rispetto alla media, ma anche il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

«Dobbiamo lavorare sulle connessioni, sull’accesso, ma anche accelerare sul tema delle competenze digitali delle ragazze e dei ragazzi e sulla formazione delle e degli insegnanti, si tratta di fornire alle nuove generazioni strumenti per incidere sul presente e sul domani in maniera consapevole e di sostenere le docenti e i docenti, attraverso l’aggiornamento delle loro conoscenze, nel loro ruolo di guida delle studentesse e degli studenti. Sono loro il vero cuore del Piano Scuola Digitale. L’innovazione passa dalla conoscenza» – sostiene il ministro durante un incontro tenutosi a Roma qualche giorno fa sul Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd).
«Solo due anni fa – continua la Fedelila scuola vedeva solo le briciole degli investimenti in innovazione e un rapporto Ocse raccontava un’Italia indietro di 15 anni in fatto di digitalizzazione. Una grossa fetta di questo divario è ora sta colmata con coraggio e determinazione. Ma il lavoro non è finito».

Il Piano Nazionale Scuola Digitale prevede diversi investimenti finalizzati ad incrementare l’applicazione della tecnologia nelle scuole, per migliorare e innovare i sistemi di apprendimento. A partire da settembre saranno spesi diversi milioni di Euro per introdurre in tutte le scuole il registro elettronico, per lanciare laboratori digitali, implementare la strumentazione tecnologica in ogni classe, innovare i siti web delle scuole, per renderli ancora più immediati e facili da consultare, formare il personale scolastico (compresi i professori).

«L’educazione, la formazione, non è un settore ma la premessa indispensabile a tutte le politiche, è la risposta alle criticità e alla crisi, perché allinea la domanda con l’offerta di competenze. Se non innoviamo la scuola, le politiche innovative per aziende non avranno gambe. Senza una scuola moderna la crescita culturale del paese rimane congelata e rischia un arretramento. Le scelte sulla scuola digitale rendono inoltre il paese più attrattivo per gli studenti e gli investitori esteri» – conclude il Ministro Valeria Fedeli.

Come darle torto! Purtroppo, soprattutto le generazioni passate (gli attuali professori compresi) non hanno sempre seguito l’aggiornamento e l’innovazione, trovandosi ora spesso a condividere linguaggi e visioni diverse rispetto ai propri studenti, un evidente limite all’applicazione di nuovi sistemi di insegnamento e apprendimento.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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