Tempo di lettura: 1 Minuti

Problem Solving, apre un corso all’Università

Problem Solving, apre un corso all’Università

A partire dal 2020, con sede nel centro di Londra, verrà aperta la London Interdisciplinary School (Lis) in cui verranno insegnate contemporaneamente

Assaggiare Nutella di professione? No, non è un sogno. Scopri come
Bisnio, l’artista autodidatta ispirata da ciò che la circonda
La Moda del Caso: Gucci x Bocconi

A partire dal 2020, con sede nel centro di Londra, verrà aperta la London Interdisciplinary School (Lis) in cui verranno insegnate contemporaneamente materie umanistiche e scientifiche, al fine di formare laureati esperti di problem solving.

La capacità e la bravura a risolvere situazioni problematiche (il noto ” problem solving “) è requisito fondamentale e tipica domanda di un colloquio di lavoro. Per questo si è pensato di creare un vero e proprio corso di laurea per acquisire tali metodologie. Il goal è infatti quello di farne uscire giovani in grado di risolvere problemi mondiali quali il cambiamento climatico o le malattie infettive.

Il corso all’Università

Che il nome dell’Università, London Interdisciplinary School (Lis), abbia al suo interno il termine “interdisciplinary” ci mostra immediatamente l’intento degli ideatori del corso: spaziare tra le varie materie, partire dalle scienze, passare per humanities e arte, per poi arrivare alla tecnologia. Insomma, un’offerta molto variegata (di cui avevamo “annusato” qualcosa QUI) che sebbene possa essere definita come un “tutto e niente”, di cui noi laureati in Scienze Politiche abbiamo – ahimè – più volte sentito parlare, questa iniziativa comprende anche un’esperienza di lavoro obbligatoria di dieci settimane, completamente retribuita.

Non a caso grandi nomi di aziende quali Virgin, McKinsey, Innocent, Funding Circle e The Met Police sono diventati partner attivi che, oltre ad attivare questi stage retribuiti, si impegnano anche ad aiutare nella formazione degli studenti, offrendo loro degli esempi di “problemi del mondo reale” da risolvere.

Come faccio ad iscrivermi?

Per quanto riguarda la procedura d’entrata, essa è uguale per tutti e un po’ anomala. Ci saranno 120 posti liberi che non verranno riempiti né secondo un criterio di voto, né secondo un test sulle competenze scientifiche e umanistiche e né seguendo una graduatoria.
L’unica possibilità di entrare sarà, infatti, un colloquio orale mirato sul lavoro di gruppo e su – ovviamente – la capacità di trovare soluzioni ai problemi.

Siamo di fronte ad un nuovo approccio allo studio, finalmente i profili tecnici super specializzati non bastano più, si aprono le porte a figure con capacità trasversali. Che dire…
Non ci resta che aspettare che la stessa considerazione arrivi in Italia!

#FacceCaso

Di Ludovica Sampalmieri

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0