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Profilattici nelle scuole: diminuiscono le infezioni tra i giovani

Profilattici nelle scuole: diminuiscono le infezioni tra i giovani

Il tabù dell’educazione sessuale a scuola è un mito che andrebbe sfatato ai giorni nostri, specialmente negli istituti del Bel Paese, dove non è ancor

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Il tabù dell’educazione sessuale a scuola è un mito che andrebbe sfatato ai giorni nostri, specialmente negli istituti del Bel Paese, dove non è ancora completa l’introduzione dei profilattici nei bagni.

Sono stati analizzati, da una ricerca, dati sul programma chiamato CAP (condom availability program), che rende disponibili nei licei, i profilattici.

Da sempre l’educazione sessuale è un tema che fa discutere, che rappresenta un tabù soprattutto in Italia. C’è chi promuove la conoscenza e coscienza del sesso fra adolescenti, per metterli al corrente dei rischi a cui si può andare incontro, ma c’è anche chi ritiene che di queste cose non si debba parlare perché far conoscere il sesso ai giovany vorrebbe dire spingere ad avere rapporti sessuali. Uno studio pubblicato sul Journal Adolescent Health conferma la prima teoria, smantellando la seconda. Si, perché parlare agli adolescenti del sesso, nelle scuole, fa bene a loro, ma non solo. Il Condom availability program prevede spesso anche che gli studenti ricevano informazioni sulle malattie trasmissibili, sulla gravidanza e la contraccezione, sulle istruzioni per il costante e corretto uso del profilattico.

Altre volte prevede solo la possibilità di procurarsi il profilattico all’interno della scuola, attraverso distributori automatici. Questo programma viene osteggiato da chi vede il sesso come un tabù, e che pensa che mettere a disposizione i profilattici agli adolescenti li “autorizzi” a fare sesso spesso e prima del dovuto. Ma grazie a questa ricerca c’è stata la conferma che grazie al CAP vi è stato un aumento dell’utilizzo dei profilattici durante i rapporti sessuali e una diminuzione delle infezioni sessualmente trasmesse tra i giovany che avevano usufruito del programma rispetto ai gruppi dove i contraccettivi non sono disponibili.

Dall’altro lato non è stato, però, riscontrato un aumento dell’attività sessuale nei giovani che hanno usufruito di questi programmi, non c’è stato un aumento di promiscuità con un maggior numero di partner sessuali, e nemmeno si è abbassata l’età dell’iniziazione sessuale. Questo vuol dire che i profilattici a scuola evitano le gravidanze e le malattie, ma non rendono gli adolescenti più inclini ad avere rapporti sessuali occasionali. Ciò depone a favore di una maggiore disponibilità sia di programmi ad hoc di educazione sessuale sia di interventi come la reperibilità del profilattico dentro le scuole. Non ci si può continuare a nascondere di fronte al fatto che molti adolescenti sono sessualmente attivi e hanno diritto ad essere informati per avere maggiore protezione ed evitare gravidanze non volute e infezioni sessualmente trasmesse.

In Italia un intervento di questo tipo non c’è mai stato, solo poche volte si è tentato di proporlo, provocando proteste di presidi, insegnanti, genitori e associazioni varie.

#FacceCaso

Di Licia Oleandro

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