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Intervista a due studenti fuorisede che volevano votare alle Europee

Intervista a due studenti fuorisede che volevano votare alle Europee

Le agevolazioni per consentire il voto agli studenti fuorisede in queste elezioni europee sono state sufficienti? FacceCaso lo chiede a loro, intervis

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Le agevolazioni per consentire il voto agli studenti fuorisede in queste elezioni europee sono state sufficienti? FacceCaso lo chiede a loro, intervistando Miriam e Francesco.

Studenti fuorisede: Miriam, classe 1994, originaria di Tito Scalo, in provincia di Potenza e Francesco, classe 1993, originario di Napoli.
Sono due colleghi universitari nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, nonché amici nella vita. Li accomuna anche il fatto di essere fuorisede. Ma saranno tornati a casa per votare?

Sei tornato a casa per votare alle elezioni europee di qualche giorno fa?

Miriam: No, però mi sarebbe piaciuto tornare a casa per esercitare il mio diritto al voto.

Francesco: Certo, ho avuto questa possibilità.

Perché no?

Miriam: Premetto che avrei voluto, ma non è stato possibile. In primo luogo, perché le agevolazioni non erano così convenienti. Non era previsto un rimborso spese per tutti i mezzi di trasporto, tra cui i pullman. Inoltre, sono rilevanti la distanza tra Roma e casa e l’avvicinarsi della sessione d’esami estiva, che non hanno agevolato il mio ritorno.

Di quali agevolazioni hai usufruito per tornare a casa?

Francesco: Trenitalia offriva uno sconto del 70% e Italo del 60%. Personalmente, ho preferito utilizzare lo sconto di Italo, perché mi ha dato la possibilità di fare il biglietto online.

Ritieni che le agevolazioni offerte siano state sufficienti per garantire il voto a tutti gli studenti fuorisede?

Miriam: No, perché le promozioni dei treni erano limitate. Inoltre, non tutte le regioni sono collegate con i treni ad alta velocità. Nel mio personale caso, avrei dovuto fare la tratta Roma-Salerno con il treno e poi prendere un pullman da Salerno fino a casa. Tutto ciò avrebbe reso il ritorno più difficile e più oneroso.

Francesco: Nel mio caso, le agevolazioni sono state sufficienti, ma riconosco il fatto che arrivare a Napoli centrale è molto più semplice rispetto ad altre città. Probabilmente altri ragazzi non avranno avuto la mia stessa fortuna.

Quali altre agevolazioni pensate possano essere utili?

Miriam: Ritengo che possa essere utile estendere le convenzioni a tutti i mezzi di trasporto. In più, per garantire effettivamente il diritto al voto a tutti i fuorisede, sarebbe ottimale consentire il voto all’interno delle Università oppure dove si è domiciliati.

Francesco: Per garantire effettivamente il diritto di voto a tutti, anche a chi abita più lontano, penso che sarebbe utile creare un seggio nelle Università o dare la possibilità di votare dove si ha il domicilio.

Nella vostra personale opinione di giovani studenti, vi ritenete soddisfatti dell’esito di queste elezioni europee?

Miriam: Personalmente no, però comprendo l’elettorato medio che ha sostenuto la Lega, che al momento rappresenta la maggioranza e un punto di riferimento, anche al sud. Diciamo che Salvini è stato abile nel catturare il voto di quella che viene definita la pancia del paese.
Tuttavia, bisogna ricordare che parte dell’astensionismo è dovuta anche agli studenti fuorisede che, a causa del costo esoso del biglietto per tornare a casa, non è riuscita ad esprimere il proprio voto.

Francesco: Non sono per niente soddisfatto dell’esito delle elezioni, anche se era quasi scontato. Però, sono soddisfatto di poter esercitare il mio diritto di voto, usufruendo di questi servizi. Spero che anche gli studenti che vengono dalle piccole città possano un giorno godere delle stesse agevolazioni.

#FacceCaso

Di Claudia Marano

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