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Coronavirus, in Toscana arriva il menù cinese anti-psicosi

Coronavirus, in Toscana arriva il menù cinese anti-psicosi

Il pranzo al tempo del coronavirus prevede riso alla cantonese e pollo alle mandorle conditi da una bella dose di inclusione: è il menù anti-psicosi.

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Il pranzo al tempo del coronavirus prevede riso alla cantonese e pollo alle mandorle conditi da una bella dose di inclusione: è il menù anti-psicosi.

Ansia, disagio, preoccupazione. Finora in Italia il coronavirus ha colpito solamente una manciata di persone ma, a causa della sua incombente minaccia, la gente continua a covare una paura psicotica che in alcuni casi si è concretizzata in dimostrazioni di razzismo assolutamente prive di senso.

Pur tralasciando i tantissimi ristoranti ed esercizi commerciali cinesi sparsi sul territorio italiano che le persone (spaventate da un possibile contagio) hanno letteralmente disertato, ci sembra comunque evidente come ci sia un malcelato panico, che ha invaso persino luoghi d’inclusione come le scuole.

Circa una settimana fa, d’altronde, alcuni governatori regionali e provinciali del nord-Italia si sono incaricati di scrivere una lettera, indirizzata al Ministro della Sanità Roberto Speranza, nella quale chiedevano espressamente il permesso di mettere in isolamento gli studenti provenienti dalla Cina. Inutile sottolineare come quest’assurda richiesta sia stata immediatamente rispedita al mittente.

Sulla vicenda è intervenuta chiaramente anche la Ministra della Scuola Lucia Azzolina, che ha fatto notare come non ci sia motivo per allarmarsi. E per rimarcarlo oltre 50 istituti della piana fiorentina giovedì prossimo mangeranno cinese, con tanto di bacchette.

L’iniziativa, che coinvolgerà più di 7000 bambini, verrà curata dall’azienda Qualità&Servizi e avrà come obbiettivo quello di promuovere l’incontro e il dialogo tra due culture diverse, allontanando i pregiudizi e l’intolleranza. Il veicolo di questi importantissimi messaggi sarà un ricco menù a base di riso alla cantonese e pollo alle mandorle.

A questo punto non ci resta che fare i complimenti alla Toscana per questa bellissima idea. Ciò che fa riflettere, però, è che iniziative di questo genere arrivano spesso in risposta ad episodi spiacevoli. Forse dovremmo ricordarci che valori come l’inclusione dovrebbero fungere da “vaccino” e non da “antidoto”.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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