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L’Italia si prepara alla scuola del futuro col Programma Nazionale di Riforme

L’Italia si prepara alla scuola del futuro col Programma Nazionale di Riforme

Ieri il Ministero dell'Economia ha presentato il Programma Nazionale di Riforme. Ecco di cosa si tratta e come influirà sulla scuola del futuro. Prim

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Ieri il Ministero dell’Economia ha presentato il Programma Nazionale di Riforme. Ecco di cosa si tratta e come influirà sulla scuola del futuro.

Prima della pandemia di Covid-19 se ne parlava da tempo come se appartenesse ad un futuro ancora lontano, ma d’ora in poi farà parte della nostra quotidianità e perciò dovremo imparare a conviverci. Stiamo parlando della didattica a distanza, un’innovazione a cui non siamo ancora del tutto pronti.

Ne siamo consapevoli noi e ne sono consapevoli anche i Ministri di Scuola e Università. Pertanto è stato varato un Programma Nazionale di Riforme, che prevede una serie di iniziative da completare entro settembre e che sarà finalizzato ad una sostanziale modernizzazione del nostro Paese.

In questo programma, ovviamente, assume un ruolo di primo piano il rafforzamento delle dotazioni tecnologiche, quelle delle scuole su tutte. Ad ogni istituto italiano, tanto per cominciare, sarà fornita una connessione in fibra ottica a 1 Gbps, per una spesa complessiva di circa 400 milioni di euro. In più è prevista anche l’apertura di una piattaforma digitale di proprietà ministeriale.

Per fruire delle piattaforme di e-learning come quella che il Ministero ha intenzione di creare, però, serve anche un computer dotato di webcam e non tutti possono permetterselo. Stando ai dati ISTAT, infatti, il 33,8% delle famiglie italiane non possiede un PC o un tablet.

Ecco allora che il governo ha predisposto due tipi di voucher per consentirne l’acquisto. Uno da 200 euro sarà per le famiglie con un ISEE sopra i 20.000 euro (in questo caso potrà essere usato soltanto per migliorare la connessione ad internet) e l’altro da 500 euro per chi invece ha un ISEE inferiore.

Non basta il PC però; serve anche saperlo usare. E questo vale sia da una parte che dall’altra. Difatti è previsto anche un piano per rafforzare la formazione continua dei personali docente e Ata in ottica digitale. Insomma, finalmente sembra che l’abbiano capito, la didattica a distanza non si improvvisa, per farla servono soldi, mezzi e preparazione. Basteranno queste iniziative? Speriamo di sì.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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