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Ecco cosa ci hanno raccontato i Bluedaze sul loro nuovo album

Ecco cosa ci hanno raccontato i Bluedaze sul loro nuovo album

Hanno da poco pubblicato il loro nuovo album ed ora sono passati "tra le grinfie" della mia penna. Ecco i Bluedaze con il loro "Skysurfers". Abbiamo

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Hanno da poco pubblicato il loro nuovo album ed ora sono passati “tra le grinfie” della mia penna. Ecco i Bluedaze con il loro “Skysurfers”.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Bluedaze, band di Varese che il 19 novembre ha pubblicato il suo primo album dal titolo Skysurfers, tra dream ed electro-pop con la produzione artistica di Martino Cuman dei Non Voglio Che Clara.

Ecco cosa ci hanno raccontato a riguardo!

Chi è uno Skysurfer?
Per noi Skysurfers è una condizione mentale nella quale rifugiarsi. Lo siamo un po’ tutti ogni giorno. Letteralmente Skysurfers significa “surfisti del cielo” e quanto potrebbe essere figo surfare volando? Centra sicuramente molto l’equilibrio, anche. Quello che ci sforziamo di trovare ogni giorno della nostra vita, tra tutte le cose che gli altri si aspettano da noi. Gioia e tristezza. Luce e ombra. Ecc.

Come nascono i Bluedaze e perchè esordiscono proprio nel 2020?
I Bluedaze nascono sulle sponde del Lago Maggiore, da quattro amici che inizialmente riversano le loro energie e creatività in una chat WhatsApp carica di link inutili, canzoni e meme. Nel 2017 abbiamo iniziato a suonare in sala prove e lavorare ai brani che compongono il primo album “Skysurfers”, affidando la produzione a Martino Cuman dei Non Voglio Che Clara e registrando a La Sauna New Recording Studio, bellissimo studio sul lago di Comabbio. I piani erano di pubblicare il lavoro in primavera 2020, dato che i tempi ci sembravano maturi, ma con l’arrivo della pandemia abbiamo dovuto, come tanti, rivedere i nostri programmi.
Abbiamo comunque deciso di pubblicare del materiale perché sentivamo il bisogno di far conoscere il nostro sound e poi perché, condividere nuova musica, in questo periodo di incertezza e difficoltà, lo ritenevamo un gesto importante per dirci “ok, comunque vada, non molliamo, andiamo avanti”.

E, nonostante tutto, com’è stato questo 2020 per voi?
E’ stato un anno estremamente complicato, sia a livello personale/professionale per la maggior parte di noi, che per il nostro progetto. L’impossibilità di pianificare a lungo termine per un artista è una condizione molto frustrante, s’impiegano moltissime energie per raggiungere risultati microscopici a causa di fattori sui quali non si ha il minimo controllo. Siamo comunque molto soddisfatti della risposta ricevuta con i nostri singoli e davvero felici di poter finalmente farvi ascoltare “Skysurfers” per intero (peccato non potervelo suonare – a breve – dal vivo). Nel caso, sappiate che un’ottima colonna sonora per impastare pizze, fare esercizi in casa o fare una passeggiata con il proprio cane!

Le vostre sono sonorità davvero atipiche per il panorama italiano. Coincidono con i vostri ascolti o è qualcosa che è venuto fuori per caso?
Ascoltiamo tutti moltissima musica, tendenzialmente internazionale, ma siamo anche attenti a quello che succede in Italia. Quando abbiamo iniziato suonare insieme non ci siamo dati grandi limiti e riferimenti, ognuno ha in questo modo trovato naturalmente il proprio spazio nella band definendone le sonorità. Ad oggi ci entusiasmano tanti artisti tra cui Big Thief,
Lana Del Rey, Curtis Harding o Jungle per citarne alcuni… Il segreto poi, del “The Real Bluedaze Sound” ® non possiamo ancora rivelarvelo!

Com’è stato lavorare con Martino Cuman?
Potremmo dire che per la realizzazione di “Skysurfers” il contributo di Martino è stato decisivo. Grazie a lui abbiamo allargato ulteriormente i nostri orizzonti e lavorato sui nostri punti di forze e debolezza. Ci ha seguiti per diversi mesi a distanza (eravamo già avanti in tempi no sospetti eheh) fino all’ingresso in studio e oltre, spronandoci a dare il massimo e ragionando insieme su che direzione ai nostri brani. Sicuramente senza Martino questo lavoro sarebbe stato molto diverso.

E dopo SKysurfers?
Come già detto, fare previsioni sul futuro in questo momento è difficile. Ci sarebbe piaciuto molto fare dei concerti – perché alla fine quello che ci piace di più fare è suonare! – ma attualmente si tratta del fronte più delicato da gestire. In realtà possiamo dirvi che stiamo lavorando a dei brani nuovi anche se non sappiamo ancora che direzione prenderanno. Per ora, ci godiamo questa onda di entusiasmo per “Skysurfers” e la sua uscita, vedendo di surfarla al meglio.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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