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Frejico è passato tra le grinfie di un’intervista a cui devi fare caso

Frejico è passato tra le grinfie di un’intervista a cui devi fare caso

Frejico ha da poco pubblicato il suo EP "Placebo" e mi è sembrato giusto fargli qualche domandina per scoprire qualcosa in più... All’anagrafe Tommas

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Frejico ha da poco pubblicato il suo EP “Placebo” e mi è sembrato giusto fargli qualche domandina per scoprire qualcosa in più…

All’anagrafe Tommaso Selmi, Frejico nasce a Livorno nel 2000. Comincia a scrivere le sue canzoni durante la quarta liceo, iniziando a pubblicare su youtube i primi pezzi, cantati in cameretta con la sua chitarra. Dopo aver pubblicato quattro inediti ‘’grezzi’’, conosce Andrea Fede, produttore e amico che lo accompagnerà nella sua crescita sia come artista che come musicista. Insieme a lui arrangia i nuovi pezzi e comincia a pubblicare canzoni in maniera completamente indipendente totalizzando un numero ascolti di tutto rispetto. PLACEBO è il suo EP d’esordio, musica che inconsapevolmente (come il ‘’placebo’’) cura, aiuta a superare ed andare avanti. Gli abbiamo chiesto qualcosa in più sul suo progetto, ecco cosa ci ha raccontato…

Ed ecco cosa mi ha raccontato

Partiamo dalla scelta di questo nome d’arte, perché FREJICO?
Il nome FREJICO nasce in seguito ad un soprannome che mi era stato dato durante una vacanza dai miei migliori amici nel 2016, nacque come Fred, che col passare degli anni e del tempo è arrivato ad essere Frejico. Mi sembrava ormai un secondo nome e quando mi sono trovato davanti alla scelta del nome da affiancare alla mia musica mi è sembrato perfetto, nessuno si chiama così ed ormai sono io.

Il tuo EP d’esordio ha un titolo di forte impatto, cos’è PLACEBO per te?
PLACEBO per me significa molto, è un pezzo di me, della mia vita, la descrizione di tante cose successe in un anno non perfetto, tutt’altro. La musica mi è sempre servita sin da quando ero piccolo, vivo con le cuffiette e non immaginerei mai una vita senza musica. Da quando ho cominciato a scrivere non sono più riuscito a smettere, scrivere è una cosa che, inizialmente in maniera inconsapevole, adesso non più, mi serve a metabolizzare situazioni e farmi andare avanti. PLACEBO è questo, musica che ho scritto e che è servita a farmi superare.

Possiamo dire che è quindi una fotografia dei tuoi vent’anni?
Direi di si, questo EP è una fotografia chiara, almeno per me, del ‘’disagio’’ dei miei vent’anni. Se un giorno a cinquant’anni magari ascolterò questi pezzi sono sicuro che mi ricorderò ogni sensazione e ogni cosa successa, ciò che mi ha fatto scrivere queste canzoni. Questi pezzi sono tatuaggi, cicatrici.

A tal proposito come ci si sente ad avere la tua età in questo anno così difficile e cosa ti ha spinto a voler ugualmente far uscire il tuo primo lavoro discografico?
Ovviamente non è semplice, viviamo in una situazione veramente difficile specie per chi ha la mia età e per chi come me in casa senza contatti se la vive anche peggio di altri. Diciamo che vivendo in questo modo trovo anche più difficile scrivere, meno incontri, meno esperienze, poco su cui scrivere, ciò mi fa sentire perso e triste. Ho deciso comunque di pubblicare perché credo e spero che la musica non si fermi, io ho bisogno di nuova musica e spero che anche altre persone ne abbiano bisogno specie in un momento del genere.

XI agosto è probabilmente la traccia che meglio rappresenta l’EP, parlaci di questa canzone, di come è nata e di quali suggestioni l’hanno ispirata…
XI agosto è la mia traccia preferita dell’EP. È nata una sera, l’11 agosto appunto, mentre ero insieme ad amici e amiche a guardare le stelle. Era un momento piuttosto monotono, non stavo scrivendo non avevo voglia di studiare o di fare altro, ero fermo. Mi è rimbalzata addosso una frase detta tra me e me tipo ‘’alza quel culo e fai qualcosa’’; e così è stato, il giorno dopo ho scritto questo pezzo quasi ‘’motivazionale’’. Incontro ad un futuro incerto, corri! Corri comunque, anche se non sai cosa ti aspetta, devi andare avanti.

Hai lavorato fianco a fianco con il tuo produttore per tirare fuori delle tracce che ti rappresentassero al 100%, come vi siete conosciuti e quando avete deciso di iniziare a lavorare insieme?
Dopo aver pubblicato i miei primi pezzi inediti su YouTube, da solo con la chitarra in camera mia, sono stato contattato da Andrea fede, che mi ha proposto una collaborazione. A lui piacevano i miei pezzi e ha creduto nel progetto. Abbiamo cominciato a buttare giù canzoni su canzoni, centinaia di progetti che piano piano cominciavano a suonare sempre meglio, ci siamo completati, siamo cresciuti insieme e continuiamo a farlo giorno dopo giorno. In questo lavoro se sei un cantautore hai bisogno di trovare persone che riescano a capire quali messaggi vuoi far passare nei tuoi pezzi e io credo che Andre abbia piano piano iniziato a capirmi ed ad assecondarmi, sono molto felice dio aver trovato un amico e un produttore come lui.

Salutiamoci con 3 buoni motivi per ascoltare il tuo EP…
PLACEBO è un pezzo di me, è verità, paura del futuro ma anche consapevolezza che si deve andare avanti qualunque cosa accada. Ascoltatelo e correte verso ciò che il futuro vi riserva!

#FacceCaso

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