Tempo di lettura: 2 Minuti

La Maturità 2021 inizia tra i “NoMat” e il “maxi-orale bis”, ma come finirà?

La Maturità 2021 inizia tra i “NoMat” e il “maxi-orale bis”, ma come finirà?

Nuovo anno, nuova maturità: ma sarà differente rispetto al 2020? Vediamo cosa sta nascendo tra i giovany che devono affrontare il loro primo “vero esa

Cani anti Covid in arrivo nelle scuole di Bolzano! Direi… BAU!
Niente esami di terza media quest’anno. L’ha detto la Ministra Azzolina
Gli account Instagram da seguire per tenersi informati sul Coronavirus

Nuovo anno, nuova maturità: ma sarà differente rispetto al 2020? Vediamo cosa sta nascendo tra i giovany che devono affrontare il loro primo “vero esame”.

Abbiamo appena salutato il 2020, l’anno più nero dell’ultimo periodo, e poi… ci sta già chi ci ripensa!

Sono i maturandi, gli stessi che auspicano il “maxi-orale bis”. Così, la maggioranza dei giovany vuole affrontare la maturità attraverso il modello dello scorso anno: un’unica prova orale, in presenza, nel mese di giugno, con una commissione per lo più interna che vada a valorizzare la carriera scolastica piuttosto che lo svolgimento dell’esame in sé.

E poi ci sono loro, il partito dei “NoMat”: con 15.000 firmatari su Change, la crociata dei “nomaturità21” si propone di attaccare prepotentemente la Didattica a Distanza.

La motivazione? Per il 49% la DaD non è modalità di preparazione adeguata per una prova così importante. Anche se da queste statistiche emerge un 27% di contrari estremisti, che non ritiene necessario un esame in generale per una corretta valutazione complessiva. Cari diplomandi, lo prevede la legge. Mi disp!

Al contrario, l’altra metà della mela “maturanda” si lascia travolgere da un immancabile effetto nostalgia, che li vede àncorati all’idea dell’esame come degna sigla finale, in nome di tutti i sacrifici svolti negli anni: della serie, ho fatto trenta, faccio trentuno…

E poi c’è chi vorrebbe far ammettere tutti senza bocciature, chi solo lo sbarramento iniziale, chi preferirebbe il mese di luglio, chi settembre e chi addirittura dicembre.

E chi, come Mario Rusconi, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, pensa che sia prematuro esprimere idee precise al momento e “se la situazione non dovesse migliorare (…) le commissioni dovrebbero essere composte da docenti interni”.

Ma il vero suggerimento si dovrebbe proiettare in un unico desiderio comune, ovvero sperare che le modalità dell’esame di Stato escano il prima possibile, magari con maxi-chiarezza e maxi-tempestività.

Poi, una volta definite le regole, penseremo anche al maxi-orale!

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0