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Protesta studentesca in Turchia contro l’egemonia del governo nelle università

Protesta studentesca in Turchia contro l’egemonia del governo nelle università

A seguito della nomina di un rettore fiduciario all’università del Bosforo, è nata una protesta studentesca, trascesa poi in questioni ben differenti…

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A seguito della nomina di un rettore fiduciario all’università del Bosforo, è nata una protesta studentesca, trascesa poi in questioni ben differenti…

A inizio gennaio 2021, è stato nominato un rettore fiduciario all’università del Bosforo che ha dato il via ad una grande protesta studentesca da parte di giovani universitari turchi, provenienti da tutta Istanbul.

La disapprovazione dei giovani prende vita proprio nella scelta del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, di eleggere il rettore della prestigiosa università, interrompendo la tradizione democratica nella sua elezione. Inizialmente, i ragazzi, si erano limitati all’urlo di slogan e ad un ascolto generale di musica, accompagnato da sedute di sit-in davanti i cancelli dell’università, finché non sono intervenute le forze dell’ordine.

Ma come stanno veramente le cose?
La tensione all’interno della prestigiosa università era percepibile già dal 2017, quando Erdogan ha introdotto questa nuova prerogativa presidenziale al fine sostituire il popolare direttore dell’Università, allora già nominato, ed in seguito, per tre anni, ad ogni intervento del rettore, gli studenti si alzavano in piedi dandogli le spalle.

Invece, adesso, è come se vi fosse un vero e proprio rifiuto verso il nuovo rettore (Melih Bulu) dato delle accuse passate attribuitegli per aver copiato parti intere della propria tesi e di altre pubblicazioni. In più, a quanto pare, all’interno dell’università è stata esposta un’opera d’arte che inneggiava alla libertà di espressione: ritraendo una donna, un serpente e la Mecca.

Così, sia Bulu che gli esponenti musulmani più radicali, hanno urlato alla “blasfemia” e quattro ragazzi, facenti parte della comunità LGBTQ+, sono stati arrestati.

Insieme a questi, sembra che fossero già stati rilasciati dei mandati di arresto per i fautori della manifestazione…

Da allora, il tutto si è intensificato, mettendo alla luce problematiche sociali ben più radicate che hanno portato ad uno scontro corpo a corpo tra studenti e poliziotti.

Molti hanno testimoniato che proprio le forze dell’ordine abbiano brutalmente attaccato sia gli studenti che docenti disarmati, in maniera violenta e con minacce verbali, intervenendo come se vi fosse in atto un attacco terroristico.

Il numero degli arrestati è salito a 159, mentre lo stesso presidente ha additato i ragazzi come: “terroristi” e “giovani LGBT” che lavorano contro i “valori nazionali e spirituali” della Turchia.

Ma siamo sicuri che siano questi i veri valori nazionali? E che non si stiano intralciando i diritti costituzionali studenteschi?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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