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Seguo o non seguo? Studenti costretti a scegliere quale lezione frequentare

Seguo o non seguo? Studenti costretti a scegliere quale lezione frequentare

E' caos totale nella facoltà di Giurisprudenza di Palermo. La disorganizzazione ha generato un accavallamento di corsi e gli studenti vivono il caos.

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E’ caos totale nella facoltà di Giurisprudenza di Palermo. La disorganizzazione ha generato un accavallamento di corsi e gli studenti vivono il caos.

Ricordi quel giochino che facevi da bambino? Quello con la margherita, il mitico “m’ama – non m’ama”. Ecco, ora che hai in mente questa scenetta, pensa se al posto del fiore ci fosse una università e al posto del ritornello sull’amore fossi obbligato a dire “seguo la lezione – non seguo la lezione”.
E’ quello che succede nell’Università di Palermo. Tutti i giorni. I ragazzi di Giurisprudenza non sanno più che pesci prendere: la totale disorganizzazione dell’Ateneo ha fatto sì che l’orario di diverse lezioni coincida e così gli studenti non possono seguire tutti i corsi.
Esempi alla mano, Diritto Romano e Diritto Penale per i ragazzi del III anno vanno in scena in contemporanea, dalle 11 alle 13, così come Diritto civile I e Diritto Processuale Penale vanno in onda rispettivamente dalle 14 alle 17 e dalle 15 alle 18. Come si fa? Semplice, non si fa! Si sceglie la lezione e se ne perde inevitabilmente una. Appunti, domande e quant’altro rimangono un bel sogno.
Una delle soluzioni che è stata presa in considerazione è stata quella del cambio di canale: ovviamente, il pericolo di trovarsi comunque in una situazione analoga è altissimo.
L’Università difficilmente “t’ama”: passare al “seguo – non seguo”, ormai, è una prassi per molti.

Di _Riccardo Zianna_

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