Il 20% dei ragazzi italiani ha difficoltà persino a leggere. Quanti rischi per la nostra cultura!

Il 20% dei ragazzi italiani ha difficoltà persino a leggere. Quanti rischi per la nostra cultura!

Il Centro per il libro e la lettura riporta dei dati davvero preoccupanti, a cui si aggiunge un 50% che non arriva a leggere nemmeno un libro l’anno.

La Lega teme le “teorie gender” e ferma i corsi sulle relazioni di genere nelle scuole
“Becoming Prime Minister” la prima scuola di politica per giovanissime donne
“Dialoghi sulla sostenibilità – Roma 2016”, vi spieghiamo cos’è

Il Centro per il libro e la lettura riporta dei dati davvero preoccupanti, a cui si aggiunge un 50% che non arriva a leggere nemmeno un libro l’anno. Ma tutto questo può avere gravi conseguenze.

Di Umberto Scifoni

Che l’Italia fosse un paese poco propenso alla lettura, lo si sapeva almeno da un decennio; che però ci stessimo spingendo a ritroso verso una nuova era di semi-analfabetismo, questo avevamo paura di venirlo a sapere. È un discorso critico e preoccupato quello che voglio condividere, inizierò prendendo spunto da alcuni dati emersi dalle statistiche Istat, e sottolineati dal presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Romano Montroni: il 19,5% degli studenti sui 15 anni ha scarsi risultati alla lettura, solo il 42% della popolazione si è dichiarata lettrice, e infine il 47% degli italiani è analfabeta funzionale, ossia in grado di leggere e scrivere, ma incapace di capire ciò che legge.

Ora, il primo dato, oltre al 50% che si ferma a neanche un libro l’anno, è il più preoccupante. Non basta neanche contrapporre l’aumento esponenziale dell’export di libri italiani, né la crescita dell’editoria per ragazzi, perché un popolo che non legge vuol dire un popolo senza cultura, e un popolo senza cultura (la storia lo dimostra) è facilmente influenzabile da potenti privi di scrupoli. Ma se sono i giovani a perdere in partenza, c’è da aver paura, seriamente. Un quinto che ha seri problemi nella lettura? Cosa significa veramente? Significa un distacco dalla realtà, dalla cultura e dall’informazione, disinteresse per ciò che succede e, “dulcis in fundo”, un grave impoverimento della persona.

Questo non è un invito a leggere di più, perché so benissimo che la lettura forzata sia il modo migliore per allontanare qualcuno dai libri, ma sarebbe importante creare un legame tra il ragazzo e un libro qualsiasi, tramite gli interessi personali emersi nel primo. Non è una missione impossibile, ma cambiare questa situazione sarebbe davvero vitale per il futuro della nostra società.

Come possiamo continuare a definirci civili, senza creare la nostra civiltà interiore?

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0