Tempo di lettura: 3 Minuti

Il suicidio di Roma Tre, chi era il giovane e quali sono le cause del gesto estremo

Maurilio Masi, 26 anni, proveniente dalla Basilicata, alle 13:00 del 19 Aprile si è sparato davanti la facoltà di Ingegneria. Ricostruzione di una t

Viterbo: “Il ruolo dei giovani ingegneri nell’impresa del futuro”
La classifica delle facoltà dove si studia di più (con una sorpresa all’ultimo posto)
Quali facoltà scelgono i diplomati? Scopriamolo insieme!

Maurilio Masi, 26 anni, proveniente dalla Basilicata, alle 13:00 del 19 Aprile si è sparato davanti la facoltà di Ingegneria. Ricostruzione di una tragedia inaspettata.

Sono rimasti tutti sconvolti all’ingresso di Ingegneria. Uno sparo e un ragazzo accasciato a terra. Polizia e ambulanze accorsi, area recintata e corpo coperto da un telo bianco. Maurilio Masi era il suo nome, frequentava Ingegneria meccanica ed era rimasto indietro con alcuni esami. In particolare l’esame di applicazioni industriali elettriche rappresentava per lui una sorta di dentro fuori, continuare gli studi o abbandonare. Ma all’improvviso, dopo aver parcheggiato la sua Ford Fiesta e essersi avviato a Via delle Vasche Navali, ha estratto la sua beretta calibro 9 riposta tra i libri e si è tolto la vita.

“Era arrabbiato, diceva che non riusciva a studiare .Si lamentava che la facoltà era uno schifo, che ci metteva tre mesi a preparare un esame e poi non lo passava. Io gli ho detto di non preoccuparsi, che avrebbe recuperato alla prossima sessione. Ha anche riso a un certo punto, credevo gli fosse passata e quindi sono andato a mensa. Quando sono uscito mi hanno detto che un ragazzo si era sparato, sono uscito e ho visto il corpo”. Queste sono le parole riportate da Carlos Temo, studente sempre di Roma Tre, al Tempo, era stato con lui fino a poco prima, quando ha sentito gli spari è corso di nuovo fuori, ma dopo aver visto di quale vittima si trattasse, è finito sotto choc. Altre indiscrezioni hanno riportato altre caratteristiche riguardo il profilo del ragazzo: possedeva una pistola in quanto solito frequentare il poligono di tiro della Capitale.

Oltre la Beretta aveva in casa tre pistole e una carabina, tutte regolarmente denunciate, ma a quanto pare da tempo soffriva di depressione. Il ragazzo che viveva con lui ha rivelato come fosse sempre molto chiuso e riservato, aveva dato solo tre esami, l’ultimo un anno prima, e proprio l’anno scorso aveva tentato il suicidio. Il contorno di questa vicenda si rivela tristemente come quello di un ragazzo all’apparenza tranquillo e normale, ma internamente, invece, soffrisse molto e fosse davvero a disagio con la sua vita quotidiana.

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0