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Investimento a 5 stelle: soldi destinati ai giovani!

Investimento a 5 stelle: soldi destinati ai giovani!

Chiara Appendino, neo-sindaco della città di Torino, ha deciso di tagliare drasticamente i costi della politica: il ricavato sarà utilizzato ad esclus

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Chiara Appendino, neo-sindaco della città di Torino, ha deciso di tagliare drasticamente i costi della politica: il ricavato sarà utilizzato ad esclusivo beneficio dei giovani.

Di Irene Tinero

Mi sono ritrovata a scrivere su Torino già un paio di volte: in un primo caso parlavamo più in generale della regione Piemonte, la sola in tutta Italia ad aver visto crescere le immatricolazioni universitarie.  Successivamente avevamo dedicato un articolo alle prime due stepchild adoption accettate nel Paese, proprio nella città dei Savoia.
In entrambi i casi, regione e capoluogo, si sono contraddistinte come un polo di eccellenza: è qui che risiede una terribile contraddizione. Torino, in tutte le sue note positive, si aggiudica il triste primato della disoccupazione giovanile, salita al 40%, la prima in tutto il nord.

Nei confronti di questa problematica,

Chiara Appendino ha scelto di tagliare i costi della politica recuperando così 5 milioni di euro

che saranno investiti nel lavoro giovanile: si andranno a decurtare del 30% le spese dello “spoil system”, ovvero l’insieme dei dirigenti e fiduciari creati nella precedente amministrazione di Piero Fassino- spiega Chiara.

Si tratta del primo tentativo di far fronte a questa “emergenza giovanile”, che allo stesso tempo, concretizza anche un altro punto: il rilancio delle piccole e medie imprese, tema caro al M5S. Questa tipologia di aziende dovrà infatti impegnarsi nell’assunzione di giovani volenterosi.
“Durante la campagna elettorale si è parlato molto del rilancio della vocazione produttiva di Torino, che sarà il faro del governo della città per i prossimi 5 anni”, afferma la sindaca.
L’obiettivo è sempre quello di presentarsi come un’alternativa buona, di dimostrare che un’amministrazione onesta, trasparente e competente è possibile.

Tutto ciò, oltre ad essere estremamente meritevole, si presenta anche come una buona alternativa al Job Act di Renzi, come qualcuno ha giustamente notato.
Ai fini di una corretta informazione dovremmo smetterla di utilizzare il termine “contratto a tempo indeterminato”: oggi di “indeterminato” non c’è più niente, se non la precarietà.
La riforma del lavoro del Presidente del Consiglio ci ha liberati (non che qualcuno glielo abbia chiesto) anche dell’ultimo barlume di sicurezza, a discapito soprattutto dei giovani italiani.

Firmiamo contratti “a tutele crescenti” attraverso i quali, gradualmente, acquisiamo diritti un tempo nostri a tutti gli effetti, senza alcuna attesa.

Proporrei un brindisi alla rinascita economica di Torino vista l’umiliazione a cui è stata sottoposta negli ultimi tempi: per tanti anni, la Fiat e la sua città sono state una parte importante dell’economia nazionale; poi un bel giorno è arrivato un tizio da Chieti ed ha stravolto completamente l’azienda, bandiera compresa. A noi è rimasta solo la cassa-integrazione di tanti padri di famiglia.

Tuttavia, la migliore delle rivincite, oltre ovviamente al riscatto che viene offerto ai ragazzi, riguarda un fatto piuttosto recente: qualcuno (la ministra Maria Elena Boschi, ad esempio) aveva espresso la volontà di privare Torino di un finanziamento pari a 250 milioni da investire nel Parco della Salute, se solo avesse vinto il M5S.
“Necessità fa virtù”, cara Maria Elena, e i soldi che non gli volevi dare tu li stanno trovando da soli senza tanti problemi.

Di Irene Tinero

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