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Le giovani reclute dell’ISIS

Le giovani reclute dell’ISIS

Come, dove e perché lo Stato Islamico raccoglie adepti ogni giorno. Il terrorismo nell’era di internet. Più o meno il nostro periodo è riconducibile a


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Come, dove e perché lo Stato Islamico raccoglie adepti ogni giorno.

Il terrorismo nell’era di internet. Più o meno il nostro periodo è riconducibile a questa frase. Gli attentati rappresentano un po’ tutte le nostre paure e quelle dei nostri genitori, ma come ci si arriva? L’IS (Islamic State) come fa ad organizzare tutto ciò?

Inizia da internet, sì perché le piattaforme di reclutamento sono tante e varie. Proviamo a capire come si diventa militanti o, se preferite, foreign fighters.

Skype, Whatsapp e siti di dating online, questi sono alcuni degli strumenti utilizzati per adescare giovani adepti, spesso minorenni. Youtube e Dailymotion (che è molto meno controllato rispetto al primo) sono i principali canali di trasmissione per divulgare idee e missioni.

Il grooming ha inizio. Che vuol dire? Essenzialmente è un termine utilizzato per contraddistinguere chi adesca i minori sui social, il che vuol dier che ogni “terrorista in erba” avrà il suo tutore, che lo istruisce.

Il trucco che sta dietro tutto questo è la crittografia, il messaggio venne crittografato da un algoritmo decifrabile solo da chi lo riceve, ignoto anche ai creatori del software utilizzato per nasconderlo.
Così oltrepassano ogni tipo di barriera, o meglio, di controllo.

Non ci sono prede preferite, ogni giovane di ogni estrazione sociale potrebbe non tanto cadere nella trappola quanto rimanerci incastrato tramite una fitta trama di ideali e cambiamenti che portano il soggetto ad estraniarsi dalla matrice sociale, dalla famiglia o dagli amici; per questo molto spesso nessuno sa cosa stia accadendo.

Le soluzioni? Poche. Sensibilizzare, istruire ed aiutare. A questo proposito è stato creato in Francia un numero verde, Stop Dihadisme, che aiuta (anche a segnalare) i familiari dei possibili fighters.

“It’s not the terrorism itself, but the indifference about it”: questo è ciò che ha detto Nazli Yirtar, TEDx speaker turca e Studentessa Master in International Public Affairs. Tu che ne pensi?

Di Benedetta Erasmo

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