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Il D-Day degli studenti: chiedere la tesi…

Il D-Day degli studenti: chiedere la tesi…

Quando arriva il tanto atteso momento in cui devi chiedere la tesi di solito ti mancano pochi esami. I più precisi ed ansiosi la chiedono anche un ann

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Quando arriva il tanto atteso momento in cui devi chiedere la tesi di solito ti mancano pochi esami. I più precisi ed ansiosi la chiedono anche un anno prima, ma non è il nostro caso.

Scegliere un argomento ed un professore per la propria tesi non sempre è facile, perché, seppur con grandi difficoltà ed inciampi (e spesso maledicendo tutto quello che ci circonda e che di solito non è mai a nostro favore!) quello che studiamo ci piace e vorremmo che esprimesse almeno un po’ quello che siamo. Non sempre però è chiaro a tutti su cosa si vorrebbe scrivere la tesi o chi vorremmo fosse il nostro relatore.

  1. La prima sfida del laureando infatti è trovare il relatore. Si perché magari hai seguito un corso in questi anni di triennale (che non sempre sono tre) che ti è piaciuto tanto e la tesi la vorresti chiedere al professore in questione. Prima lo devi trovare e non sempre i professori si trovano, proprio fisicamente: non si capisce mai dove siano quando ti servono.
  2. Una volta che l’hai trovato devi essere bravo a gestire la situazione, perché spesso i professori più gettonati non possono concedere la tesi a tutti, o comunque non tutti nella stessa sessione di laura, e tu non vorresti mai scalare alla sessione del duemilamai. Una volta che sei faccia a faccia con lui ti devi giocare tutte le tue carte migliori, pure se tu sei uno che di solito a carte c’ha sempre il due di coppe quando regna bastoni. Se il professore ti dice che c’è posto per te fra i suoi laureandi della sessione che hai scelto, ti senti un po’ più vicino alla meta, ma comunque sai che la parte fondamentale del discorso ancora deve arrivare.
  3. “Lei ha già pensato a qualcosa?!” Certo che tu hai pensato a qualcosa. Ti impappini un po’ e non sai bene se lui capisca tutto, comunque di solito, se è una personcina carina, ti viene incontro, ti consiglia e ti motiva. Se lo è un po’ meno ti dice che quello che gli hai proposto è vecchio, o infattibile, o poco interessante, o comunque a lui non piace, quindi devi fare un’altra cosa. E a te alla fine va bene lo stesso, basta che ti facciano laureare in qualche modo.
  4. Torni dopo qualche tempo dal relatore, quando hai finito, non ti spieghi neanche tu esattamente come, tutti gli esami. Ti rifai vivo semplicemente per confermare la tua presenza e fare presente che comunque tu quella cosa lì di laurearsi la vuoi ancora fare, quell’argomento ti va ancora bene e sei pronto. Farai finta di aver già letto gran parte del materiale che qualche tempo prima il relatore ti aveva consigliato e poi ti sentirai dire “Perfetto, allora per la prossima settimana mi porti il primo capitolo!”

Tu esci e sei contento, perché comunque sei quasi arrivato, ma gli ultimi cento metri sono sempre i più duri e questa tesi, che sembrava un miraggio, adesso bisogna scriverla davvero…ma questa è tutta un’altra storia.

Di Sara Fiori

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