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Il diritto allo studio riparte dall’edilizia scolastica

Il diritto allo studio riparte dall’edilizia scolastica

In una conferenza organizzata dall’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) insieme al Ministero dell’Istruzione, si sta di

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In una conferenza organizzata dall’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) insieme al Ministero dell’Istruzione, si sta discutendo dell’importanza di ristrutturare le strutture scolastiche.

Oggi si parla di diritto allo studio. Ma voglio farlo partendo da una considerazione.

Quello delle strutture scolastiche, ma anche universitarie, è un grande problema che in Italia mina, senza alcuna ragione, la possibilità dei giovani di imparare come vorrebbero e dove vorrebbero, cioè in un ambiente non solo salubre e sicuro ma anche confortevole.

Niente di nuovo verrebbe da dire, infatti sono all’ordine del giorno le scuole temporaneamente chiuse per caduta di calcinacci, presenza di topi o carenza dei servizi essenziali. Quindi, il diritto allo studio altro non è se non leso.

Sembra però che la situazione stia prendendo la via di una soluzione positiva, come afferma il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli durante il seminario Miur-Ocse, “Space for learning: bridging innovation and safety in school buildings”, in svolgimento a Roma.

Il ministro conferma la linea che il suo governo sta seguendo e cioè un vasto intervento, organizzato e razionale, di ristrutturazione e messa in sicurezza delle strutture scolastiche.

A dimostrazione di ciò, ben 7 miliardi di Euro sono stati destinati, divisi in tre anni, a questo scopo, come la stessa Fedeli conferma:

“La nuova governance integrata, con un Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica dove si riuniscono tutti i soggetti interessati, e i nuovi strumenti per il finanziamento – il Fondo unico per l’edilizia scolastica, l’anagrafe dell’edilizia scolastica – hanno permesso di fare passi avanti importanti. Molto c’è ancora da fare, ma abbiamo imboccato la strada giusta”.

È stata infatti istituita una piattaforma digitale dove vengono segnalati tutti i casi critici e gli interventi da fare, consentendo così a chi di dovere di pianificarli in un’ottica di maggior efficienza ed efficacia. Ad oggi sono più di 7.000 gli interventi che dovranno essere realizzati grazie ai finanziamenti stanziati dal Ministero dell’Istruzione.

Tutto questo per riportare la nostra scuola ai vertici delle classifiche, come lo era fino a qualche anno fa, non solo nell’immaginario collettivo degli altri paesi ma anche nella realtà. Le strutture scolastiche non hanno solo una funzione oggettiva, ma “gli elementi architettonici influiscono sullo stare bene a scuola”, agendo indirettamente anche sulla qualità dello studio dei ragazzi, come ha sostenuto la stessa Fedeli durante il convegno.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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