Tempo di lettura: 1 Minuti

La scuola italiana non valorizza il merito ed il talento dei giovani

La scuola italiana non valorizza il merito ed il talento dei giovani

Come capire le inefficienze della scuola italiana partendo dall’imposizione fiscale. Pensate anche voi che la scuola italiana sia fondata su un model

Ragazzi imbrattano la scuola durante la notte. Niente lezione alla Battisti di Torino

Marina: l’app che ti fa risparmiare su ombrellone e lettini
L’incubo dei vaccini a scuola sempre presente

Come capire le inefficienze della scuola italiana partendo dall’imposizione fiscale.

Pensate anche voi che la scuola italiana sia fondata su un modello troppo vecchio? Pensate che le inefficienze del nostro modello scolastico stiano venendo a galla? Effettivamente, la struttura del nostro sistema scolastico è rimasta praticamente immutata dal 1923.

Fu infatti il filosofo Giovanni Gentile, ministro della Pubblica Istruzione durante il fascismo a definire i programmi e l’organizzazione delle scuole così come le conosciamo oggi. Ebbene sì,

la nostra scuola è basata su di un modello fascista che è rimasto quasi completamente inalterato.

Su questo tema si è concentrato Alessandro Capocchi che ha scritto un’interessante articolo per la rubrica “Econopoly” de “Il Sole 24 Ore” che trovate a QUESTO link.

Alessandro Capocchi inizia la sua analisi partendo dall’articolo 3 della Costituzione Italiana secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. Quindi lo stato dovrebbe garantire a tutti le stesse opportunità. Per fare ciò si dovrebbero utilizzare le risorse ricavate dall’imposizione fiscale per trasformarle in servizi e opportunità per coloro che sono meno fortunati.

La chiave sta nel fatto che se i più svantaggiati di oggi sfrutteranno al meglio le opportunità loro offerte dallo stato, potranno trasformarsi nei fortunati di domani, che, a loro volta, potranno aiutare i più deboli.

Purtroppo però non funziona proprio così. Secondo Capocchi tra i motivi dell’inefficienza delle scuole c’è la mala gestione dell’imposizione fiscale. Vi starete chiedendo cosa c’entrino le tasse con le scuole.

Ma con un semplice ragionamento riusciamo a capire che sono proprio le tasse, che, riscosse in base al reddito, devono rappresentare la spinta della società. Tutto questo è necessario per garantire una rete di servizi pubblici ben organizzata ed efficiente.

Dunque, a causa di una mala gestione dell’imposizione fiscale si sviluppano forme di evasione, che sommate ad altri fattori impedirebbero un rendimento ottimale dei servizi pubblici e quindi delle scuole.

Ecco dunque che le nostre scuole diventano inefficienti, rispondono poco al criterio meritocratico, i programmi sono vecchi e non si aggiornano. Ma ciò che c’è di peggio è che all’interno delle strutture scolastiche non si riesce a curare il talento dei ragazzi per far emergere i più brillanti.

E voi che ne pensate? Vi sentite oppressi da un sistema scolastico vecchio ed inefficiente?

#FacceCaso

Di Chiara Zane

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0