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Governo X Insegnanti: 15.000 nuovi posti entro il 2026

Governo X Insegnanti: 15.000 nuovi posti entro il 2026

Con un accordo tra il Miur e il Ministero dell’Economia è stata modificata la nuova Legge di Bilancio, alzando l’asticella dei finanziamenti per gli i

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Con un accordo tra il Miur e il Ministero dell’Economia è stata modificata la nuova Legge di Bilancio, alzando l’asticella dei finanziamenti per gli insegnanti a 1,3 miliardi di Euro da investire dal 2017 fino al 2026, consentendo così la stabilizzazione di migliaia di precari.

Il Governo ha appena approvato un emendamento alla Legge di Bilancio con il quale ha aumentato a 1,3 miliardi di Euro i fondi che saranno investiti sino al 2026 sugli insegnanti.

Dormano sogni un po’ più tranquilli gli insegnanti della scuola italiana, tanto bistrattata negli ultimi anni da tagli e leggi irrazionali. Questa volta, finalmente, qualcosa di buono: nuovi finanziamenti in arrivo.

Con questo provvedimento, il Governo vuole creare più di 15.000 nuovi posti da insegnante che si andranno ad aggiungere a quelli che annualmente si liberano a seguito del pensionamento. In questo modo, molti professori precari potranno finalmente trovare pace e stabilità senza dover essere ogni anno spostati in giro per l’Italia a tappare momentaneamente qualche “buco”.

Con tale emendamento i finanziamenti sono stati aumentati di ben 185 milioni di Euro rispetto al bilancio iniziale e ciò è stato possibile grazie ad un ricalcolo dei costi chiesto a gran voce dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

La prima aveva addirittura richiesto un aumento dei finanziamenti per creare ben 25.000 posti di lavoro in più mentre il secondo aveva proposto, in relazione ai limiti di bilancio, finanziamenti per 10.000. Solo un ricalcolo dei costi effettivi per ogni insegnante ha consentito al Miur di ottenere un accordo più favorevole.
Già da quest’anno ben 40 milioni di Euro saranno utilizzati per iniziare a spostare gli insegnanti dall’organico di fatto (che comunque permette alle scuole di tirare avanti, consentendo una modifica in corsa, dopo che quello di diritto è già stato fissato, a causa di richieste di trasferimenti in altra scuola da parte degli allievi, alunni ripetenti, nuove iscrizioni) a quello di diritto (determinato annualmente in base al numero di classe e di alunni per ogni scuola).
Questo vuol dire che anche molti giovani docenti, fino ad ora costretti al precariato e a tirare avanti con le ripetizioni, potranno vedere coronato il loro sogno senza dover lottare ogni anno per accaparrarsi un posto.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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