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I soldi confiscati alle mafie per finanziare 10mila borse di studio sono scomparsi!

I soldi confiscati alle mafie per finanziare 10mila borse di studio sono scomparsi!

Borse di studio finanziate dai soldi confiscati alle mafie. La storia di una bella idea, che per via delle incapacità delle istituzioni, è rimasta tal

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Borse di studio finanziate dai soldi confiscati alle mafie. La storia di una bella idea, che per via delle incapacità delle istituzioni, è rimasta tale.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Con questo famoso proverbio possiamo sintetizzare la vicenda che oggi vi raccontiamo. Dove, come spesso accade nel nostro Paese, le responsabilità sono di tutti e di nessuno. Tutto inizia nel novembre 2013, quando in Parlamento viene approvato un emendamento che destina una parte del bottino confiscato alle mafie al diritto allo studio.

In sostanza, lo Stato decide di usare i soldi delle organizzazioni criminali per pagare le borse di studio agli studenti universitari. Un modo per far sì che i giovani continuino a studiare e possano trovare lavoro senza essere costretti a chiederlo alle mafie. Peccato che dei fondi non c’è traccia.

La misura infatti non è stata mai approvata. E gli organi competenti, in uno “sport” tipicamente nazionale, si rimpallano le responsabilità in un teatrino indecente. Sono stati proprio gli studenti nei giorni scorsi a riportare a galla una vicenda che era finita nel dimenticatoio.

Con migliaia di loro che avrebbero diritto ad una borsa, ma non la ricevono per mancanza di fondi.
Ma quante borse di studio si potrebbero ottenere con i soldi confiscati alla criminalità organizzata? Secondo gli ultimi dati disponibili del Fug, con quasi 20 milioni di euro si potevano finanziare 10 mila borse di studio.

Considerando che il patrimonio confiscato alle mafie nel 2015 ammontava a 600 milioni bastava davvero “poco” per qualcosa che poteva essere più di un aiuto simbolico. Per il presidente del Consiglio degli studenti Anna Azzalin,

“non si tratta soltanto di reperire risorse, che allo stato attuale sono fondamentali per il funzionamento del sistema, considerando che l’Italia è fanalino di coda in Europa nella maggior parte degli indicatori relativi ai finanziamenti. Di qualsiasi cifra si parli, si tratta anche di affermare un principio chiaro: incentivare il raggiungimento dei più alti gradi di istruzione è fondamentale per combattere la mafia“.

Ma in molti sembrano non voler capire.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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