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Capodanno del fuorisede: cronache di chi è lontano da casa

Capodanno del fuorisede: cronache di chi è lontano da casa

Il capodanno del fuorisede raccontato da una fuorisede che è lontana dalla sua regione anche durante le feste. Il capodanno del fuorisede è un capoda

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Il capodanno del fuorisede raccontato da una fuorisede che è lontana dalla sua regione anche durante le feste.

Il capodanno del fuorisede è un capodanno un po’ particolare. Diciamo che è diverso da quelli tradizionali ma alla fine è molto simile a quello degli altri, perché non sa mai che cosa deve fare. Da buona fuorisede quale sono sto scrivendo questo pezzo dalla mia stanzetta romana con il libro di diritto amministrativo che mi guarda, cattivissimo, da lontano. E già qui possiamo individuare la prima soluzione che ci si presenta davanti: il capodanno del fuorisede nella città dove si studia.

Eh sì, perché sicuramente gli esami di gennaio incombono sulla testa e prima ancora di decidere di darli al prossimo appello, il fuorisede diligente torna nella città dove studia e cerca alcuni disperati amici che vogliano passare la notte di capodanno con lui. Ecco che Bologna, Roma, Milano e altre città più o meno universitarie si riempiono di nuovo di dialetti e accenti vari, ma anche di dolci “di giù”.

La seconda opzione è quella di rimanere a casa con gli amici di sempre. Esatto, quelli che non si organizzano mai ma che sai già che metteranno in ballo le tradizioni assicurate da qualche anno a questa parte. Ecco per noi questo prevede alcool, una casa in campagna di solito fredda come il Polo Nord e i materassi per terra per farci entrare tutti. Che puntualmente nessuno userà fino alle otto del mattino. Poi tutti a casa, perché nonna prepara il pranzo del primo gennaio e che fai, te lo perdi?

La terza opzione è quella della partenza. Essenzialmente, il capodanno del fuorisede all’estero. I soldi messi da parte da gennaio scorso a questa parte servono per pagare quel biglietto a tre cifre e quell’Airbnb prenotato più o meno a marzo dell’anno prima. Perché si sa, c’è l’amico organizzato che ha anche deciso quale città vedere, cosa fare, dove mangiare e dove dormire già a il primo gennaio dell’anno scorso. (Vi avevamo parlato delle mete meno care qui)

Il capodanno del fuorisede è un capodanno strano. Diviso tra casa e amici, tra studio e alcool. Però alla fine è che si stia tutti insieme, no?!

Buon 2018 a tutti.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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