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Quattro chiacchiere con Nele Alihodzic, l’inventore della pizza da passeggio

Quattro chiacchiere con Nele Alihodzic, l’inventore della pizza da passeggio

Di cose da fare, di idee e di sogni ce ne sono tantissimi. L'importante sono l'impegno e la perseveranza perché non esiste cosa facile o meno facile,

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Di cose da fare, di idee e di sogni ce ne sono tantissimi. L’importante sono l’impegno e la perseveranza perché non esiste cosa facile o meno facile, esiste la voglia, la voglia di fare. #FacceCaso.

Tempo fa ho sentito parlare di pizza da passeggio e ho deciso di scriverci un articolo. L’idea mi ha incuriosita da subito: un innovativo contenitore di cartone dotato di bretelle in modo da poter “indossare” la pizza che stiamo mangiando mentre proseguiamo la nostra passeggiata. Nele ha letto il pezzo e mi ha scritto su Facebook per ringraziarmi. Non potevo immaginare chi si celasse dietro un’invenzione simile.

  • Ho avuto il piacere di entrare in contatto con te molto tempo fa. Nel frattempo di strada ne hai fatta! Rinfreschiamo la memoria ai nostri lettori e informiamo i nuovi. Parlaci un po’ della tua straordinaria invenzione, da dove nasce l’idea?

Nel 2014 ero a Brescia per uno stage di cucina. Una sera torno a casa tardi e mi addormento sul divano senza mangiare. A mezzanotte mi sveglio affamato. Esco alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Cammino per quasi tre chilometri prima di trovare l’unico posto ancora aperto. Con i soldi che ho riesco a comprare una pizza da asporto. Inizio a mangiare mentre torno verso casa, ha iniziato a squillarmi il telefono mentre con una mano tenevo la pizza e con l’altra il cartone. Volevo ma non potevo rispondere perché in quel momento stavo attraversando la strada. Ed ecco l’intuizione. Da quel momento non ho pensato ad altro.

  • Lo scorso febbraio hai partecipato all’Inventor show di Padova con la “pizza da passeggio”. Ti saresti mai aspettato di ricevere una menzione speciale per l’originalità?

Abbiamo sempre creduto al 300% nella nostra idea, ma arrivando a Ginevra abbiamo notato di essere un piccolo granello di sabbia in un mare di invenzioni provenienti da tutto il mondo. Allo stesso tempo però, sapevamo di avere un prodotto molto semplice ma con grandi capacità. Al momento delle premiazioni eravamo abbastanza agitati perché attorno a noi c’erano seduti 1200 inventori con solo 45 premi speciali, in quel momento ci siamo sentiti davvero piccoli ma con grandi speranze. Finché i giudici hanno pronunciato il nostro nome, e solo li abbiamo abbiamo realizzato di avercela fatta.

  • Hai appena vinto la coppa della Camera di Commercio Svizzera al 46esimo Salone delle Invenzioni di Ginevra. Raccontaci la tua esperienza.

La sera prima di partire non sono riuscito a dormire, in realtà era da un paio di sere che non riuscivo a chiudere occhio. Ero molto contento di partecipare ai mondiali delle invenzioni svolti a Ginevra, cosa che qualche tempo prima non avrei mai immaginato di poter fare. Arrivati lì, il giorno prima dell’apertura, abbiamo iniziato a montare lo stand e a guardarci un po’ intorno. Non potevamo credere quante invenzioni c’erano di ogni genere, dalla tecnologia super avanzata (droni, ologrammi, realtà virtuale, missili, arti bionici, etc.). Fino ad arrivare alle cose più semplici come la nostra, che ha attirato il grande pubblico. Dai più giovani che erano entusiasti di provare il nostro “Baby pizza da passeggio” ai più anziani che con occhi increduli ci sorridevano e ci chiedevano informazioni sulla nostra idea. Anche il sindaco di Ginevra nella cerimonia di apertura della fiera, passando davanti al nostro stand si è fermato ed ha indossato “pizza da passeggio” sotto una cascata di foto scattate da giornalisti di tutto il mondo. È stato momento molto emozionante sia per noi che per il nostro bel paese l’Italia.

  • Attualmente stai lavorando ad altri progetti? Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Di idee per la testa ne ho davvero molte, ho un cassetto pieno di sogni e di obiettivi. Però per il momento io e i miei soci siamo concentrati solo ed esclusivamente sulla commercializzazione della nostra idea. Con il tempo si vedrà.

  • Hai avuto un’idea geniale ad appena 23 anni. Al giorno d’oggi è difficile trovare una collocazione nel mondo del lavoro per noi giovani. Che consiglio ti sentiresti di dare ai tuoi coetanei?

Di cose da fare, di idee e di sogni ce ne sono tantissimi. L’importante sono l’impegno e la perseveranza perché non esiste cosa facile o meno facile, esiste la voglia, la voglia di fare. Di alzarsi la mattina con un solo obiettivo in testa. Smettiamola di lamentarci, rimbocchiamoci le maniche e andiamo a prendere i nostri sogni, non sarà facile però vi assicuro che ne vale la pena e non c’è niente di meglio dopo una lunga e dura salita, che godersi il panorama. Un consiglio per noi giovani è : “il lavoro non si cerca ma bisogna attrarlo”. Non esitate a contattarmi.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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