Il Natale secondo uno studente universitario

Il Natale secondo uno studente universitario

Natale è arrivato, ma quello che ci siamo voluti chiedere è: come si vive questo giorno di festa quando si è uno studente universitario? Ecco i pareri

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Natale è arrivato, ma quello che ci siamo voluti chiedere è: come si vive questo giorno di festa quando si è uno studente universitario? Ecco i pareri della nostra Francesca e il nostro Umberto.

Il Natale secondo Umberto, studente al primo anno magistrale.

Arrivato al quarto Natale da studente universitario, non posso che pensare alle differenze con tutto ciò che era stato prima. Fino al liceo il clima natalizio era diverso, le sensazioni più calde e questi giorni erano obbligatoriamente uno stacco da tutto. Scuola appena finita, compiti lontani (ma non troppo) e molti pensieri in meno. Ormai invece l’idea di dover studiare attanaglia anche la vigilia, si pensa a quanto concedersi di “libertà”, sapendo però che bisognerà tornare prestissimo sui manuali. Tutto ciò avendo comunque concluso da solo qualche giorno la prima parte di sessione. Ma è così, da universitario hai più stress, pensieri e moolto meno spirito natalizio. Sembra brutto da dire, ma se sono giorni di festa aspetto quelli lavorativi. Situazione sicuramente diversa può essere quella dei miei colleghi fuorisede, che possono approfittare almeno di questi giorni di vacanze per tornare a casa, rivedere parenti e amici, ma soprattutto rivivere un’aria domestica. Per quanto mi riguarda, chiamatemi pure il Grinch universitario!

Il Natale secondo Francesca, studentessa di Ingegneria.

Ti dico solo che ho un esame il 7 gennaio. Questo Natale sarà un misto fra disperazione, “non vedo l’ora che passi” e mangerò tutto quello che mi metterete davanti per sfogare tutta la tensione (o per gola). E pensare che ormai qualche anno fa, aspettavo questi giorni per godermi la festa, non vedevo l’ora di partecipare con gli addobbi natalizi, fare il presepe, scartare i regali. Devo ammettere che ieri sera, quando ci siamo seduti tutti insieme a tavola, mi sono sentita ancora un po’ bambina. Per un momento ho dimenticato di dover studiare Fisica e ho assaporato la gioia di condividere un momento così bello con la mia famiglia. Poi sono iniziati i sensi di colpa e la notte ho sognato il professore che mi rincorreva con un libro in mano vestito da Babbo Natale, ma questa è un’altra storia. Buon Natale a tutti!

#FacceCaso.

Di Umberto Scifoni e Francesca Romana Veriani

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