Tempo di lettura: 2 Minuti

100 giorni: 3 riti scaramantici per affrontare la maturità

100 giorni: 3 riti scaramantici per affrontare la maturità

Tradizioni e usanze per i 100 giorni, tra pellegrinaggi e scritte sulla sabbia. Attesa con la stessa incertezza e perplessità della data di Pasqua, l

Fantacalcio per il sociale: i giovany donano il montepremi!
Capodanno con gli amici? Scopri le mete più economiche e divertenti!
Miriam, la webserie sulla vita degli studenti di lettere

Tradizioni e usanze per i 100 giorni, tra pellegrinaggi e scritte sulla sabbia.

Attesa con la stessa incertezza e perplessità della data di Pasqua, l’inizio dei 100 giorni alla maturità 2019 sarà il 11 Marzo.

Arrivati in questo periodo dell’anno scolastico, la quotidianità dello studente viene messa sotto stress dal sempre più vicino esame. Fra tesine, recupero dei voti all’ultimo minuto e simulazioni d’esame, un altro grande impegno è l’organizzazione della festa dei 100 giorni.

L’importante tradizione di festeggiare l’inizio della fine degli anni di scuola superiore. Tra chi sostiene sia un’usanza nata nella scuola militare e chi invece associa la cifra tonda al massimo voto (teoria smentita dal fatto che era solito anche quando il massimo era  60) la festa dei 100 giorni è ricca di usanze, riti e tradizioni che riescono a collegare le generazioni di ieri a quelle di oggi. Tra quelle riportate su Studenti.it noi vi abbiamo selezionato le tre migliori.

La Lucertola di Pisa e i 100 giri intorno alla torre

Tra le più vecchie abitudini dei maturandi troviamo sicuramente la coda della lucertolina a Piazza dei Miracoli a Pisa. La piccola scultura di bronzo, scolpita sulla porta centrale della cattedrale davanti al battistero è da sempre meta di speranza per i studenti. Costruita dall’architetto fiorentino Raffaele Pagni, per conto del Granduca Ferdinando I, oggi la lucertola è protetta da pannelli e vigilanti a causa del logoramento causato dalle “carezze“.
La spiegazione di tale credenza è spiegata dal Prof. Mariano Pavanello su Il Tirreno :

“La lucertolina a due code è un’anomalia che deriva da un fenomeno di duplicazione. Da sempre tali fenomeni sono interpretati come segni a volte fasti, altre volte nefasti. Basti pensare alle nascite gemellari interpretate come segno di abbondanza o come segno di disgrazia. Se associata a qualcosa di positivo, la duplicazione diventa un fatto negativo. Nel caso della lucertola invece, un animaletto buono a nulla (lucertula in latino è diminuitivo di lacerta e significa perciò pezzettino) la duplicazione diventa presagio di abbondanza e quindi di fortuna.”

Non disperate pur non potendo più accarezzare la coda della lucertola, in alternativa si può girare 100 volte intorno alla torre pendente.

La scritta sulla sabbia

Un altro rito scaramantico molto usato è quello della scritta sulla sabbia. Bisogna scrivere sul bagnasciuga il voto con cui si spera uscire dall’esame e se le onde cancellano la scritta sarete fortunati, altrimenti il risultato sarà 10 punti più basso di quello scritto. Vista l’alta percentuale di rischio, negli ultimi anni in molti hanno iniziato a scrivere il voto maggiorato di 10.

Pellegrinaggi

Per tutti quegli studenti che invece cercano aiuti dall’alto, ci sono molte mete per appellarsi ai vari santi, dalla Madonna di Civitavecchia, a San Giovanni Rotondo, al Santuario della Madonna del Lussari o a quello di Santa Rita da Cascia. Tra i più famosi, San Gabriele dell’Addolorata ai piedi del Gran Sasso, in provincia di Teramo. Una volta arrivati i maturandi si chiudono in un susseguirsi di preghiere e momenti di festa fino ad arrivare alla tanto attesa benedizione della penna che poi verrà usata durante le prove d’esame. A Livorno invece al Santuario di Montenero le regole per richiamare la buona sorte sono chiare:

“salire i gradini in ginocchio, saltellare per la “piazzetta” su una gamba tante volte quante il voto desiderato, tirare (girati di schiena) la monetina al di sopra dell’arco con la speranza che l’attraversi, accendere il cero dopo aver scritto il voto desiderato e metterlo nella cappella della Madonna e fare la preghierina nel Santuario.”

#FacceCaso

Di Dario Argenziano

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0