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Tavola rotonda alla Sapienza per ragionare della crisi dell’Europa

Tavola rotonda alla Sapienza per ragionare della crisi dell’Europa

"La scienza e l’Europa. Dalle origini a oggi", tavola rotonda all'università La Sapienza per ragionare sulle radici della crisi europea L'Europa è ad

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“La scienza e l’Europa. Dalle origini a oggi”, tavola rotonda all’università La Sapienza per ragionare sulle radici della crisi europea

L’Europa è ad un punto critico della sua storia. La politica, l’economia, le questioni sociali sono tutti elementi di una crisi diffusa nel vecchio continente. All’università La Sapienza di Roma, ne hanno discusso in una tavola rotonda alcuni eminenti personaggi accademici spostando l’attenzione sul punto di vista scientifico.

L’incontro è stato organizzato dalla Fondazione Sapienza in occasione dell’uscita dell’ultimo volume della collana “La scienza e l’Europa. Dalle origini a oggi”. L’autore, Pietro Greco, giornalista e studioso della Comunicazione della scienza, ha proposto e approfondito in questa opera una serie di spunti riflessivi sulle radici dell’attuale crisi trasversale europea.

Locandina dell’evento “La scienza e l’Europa”

L’introduzione

Nell’aula magna dell’ateneo romano, gremita per l’occasione, la platea ha potuto ascoltare gli interventi e i diversi punto di vista delle personalità invitate a parlare. Tutti hanno ragionato attorno al punto d’osservazione introdotto dall’opera: quello dell’aspetto scientifico dell’evoluzione della storia europea. Il dott. Matteo Fago, editore dell’opera, ha aperto le discussioni dando la sua chiave di lettura. “Nel lavoro di ogni scienziato esiste una componente di immaginazione. Egli cerca ricerca una immagine nuova del mondo mediante il processo logico-deduttivo. Osserva la realtà per elaborarne una nuova concezione.”

In sostanza, secondo la sua visione, la storia dell’uomo non è affatto slegata da quella della scienza. Coloro che hanno cambiato il mondo si sono posti contro le convenzioni di pensiero del loro tempo. “Per cercare una strada che conduca l’Europa fuori da questo tempo di turbinii interni – ha concluso – è necessario andare contro chi osteggia la comprensione dello sconosciuto”

Gli altri interventi

A questa introduzione si sono agganciati i successivi interventi. Lo storico Franco D’Agostino, esperto di storia della Mesopotamia, ha mostrato alcune slide che mostravano il suo lavoro di ricerca nel settore. Ha messo in evidenza come già dal mondo antico, dai tempi dei Sumeri, è solo grazie alla scienza che la civiltà è progredita, assumendo sempre più il controllo e la consapevolezza di ciò che esisteva attorno alla vita degli individui. Oggi, al contrario, manca proprio la consapevolezza di quello che accade intorno a noi. La capacità di mettere in dubbio ciò che la società propone è venuta meno.

Oggi l’Europa è schiacciata” ha detto la dottoressa Lucia Votano. Lei, che è un fisico con esperienza in campo  internazionale, sostiene a pieno la tesi dell’autore del libro Pietro Greco: “La scienza è stata il collante dell’Europa. Avendo perso il primato nel mondo, si è persa quella sicurezza di poter affrontare le sfide del cambiamento. La crisi economica ha solo aggravato le cose e per uscirne non si può far altro che puntare tutto sulla scienza. Questa solo produrrà una conoscenza collettiva per far coesistere le diversità di questo continente.

La dottoressa, a sostegno della sua idea, ha citato gli esempi che ha vissuto in prima persona nel campo della ricerca fisica. Al CERN collaborano esperti, tecnici e studiosi provenienti da ogni dove. Pakistani e indiani. Francesi e inglesi. Americani, russi e cinesi. E si ritrovano tutti in Europa, a Ginevra. Da questo, a suo dire, si dovrebbe trarre spunto per affrontare le crisi di identità che il continente sta attraversando.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è tenuto anche Walter Tocci, ex senatore e dottore in Fisica e filosofia. “Tutti gli europei – ha detto – dovrebbero contribuire alla rinascita della centralità scientifica. L’esperienza del passato deve servire a non ripetere gli errori che hanno condotto il nostro continente nella situazione in cui è oggi.

Gli interventi alla tavola rotonda sono proseguiti con il professor Domenico De Masi, sociologo noto anche per alcuni suoi interventi televisivi come opinionista nei talk show politici. Egli ha definito l’Europa una “polifonia”: una composizione creativa che unisce fantasia e concretezza. Laddove è venuta meno una delle due parti si è creata la crisi. Piegandosi nell’eccesso di concretezza e tecnicità della politica, l’Europa ha perso la sua anima. Al contrario, nelle occasioni in cui si è lanciata nella rincorsa di utopie e principi slegati dalla vita reale, per quanto belli a parole, non ha più dato risposte ai problemi.

Piero Angela

Ha concluso il dibattito della tavola rotonda Piero Angela. Il più noto divulgatore scientifico della televisione italiana, accolto dagli applausi di tutta la sala, ha definito l’opera di Pietro Greco un vero libro di storia. Non un libro di scienza. “Questo libro è proprio come testo di storia dovrebbe essere. La racconta nel modo giusto, rispondendo ai perché della storia stessa.

Secondo Angela lo sviluppo dell’uomo è legato a doppio filo alla scienza e alla tecnologia. “La politica da sola non ha mai prodotto ricchezza, la ricerca e l’innovazione sì. La crisi attuale è dovuta anche alla mancata diffusione nell’opinione pubblica dell’importanza della scienza.

Concludendo il suo pensiero ha detto che la politica per trovare soluzioni ai problemi, non dovrebbe cavalcare la corrente di pensiero dell’una o dell’altra fazione. Piuttosto dovrebbe cercare di riscoprire la filosofia che sta dietro la ricerca scientifica, trovando lì le soluzioni per il rinnovamento futuro.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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