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Pochi giovany tra i prof, manca la voglia o il rispetto?

Pochi giovany tra i prof, manca la voglia o il rispetto?

Una preoccupante statistica prova che i ragazzi interessati alla docenza sono sempre di meno. E se c'entrasse anche il rispetto? In un articolo di un

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Una preoccupante statistica prova che i ragazzi interessati alla docenza sono sempre di meno. E se c’entrasse anche il rispetto?

In un articolo di un paio di settimane fa avevamo accennato ad una statistica assai preoccupante: gli insegnanti under 30 in Italia formano appena l’1% del corpo docenti nazionale. Un dato che suona come una sentenza inequivocabile: manca un ricambio generazionale tra i professori.

A tal proposito si potrebbe dire che i responsabili di questa situazione siano le nostre istituzioni, le quali non danno modo ai giovani di esprimere le loro potenzialità. Ma in realtà il problema sta alla base ed è molto più complesso di quanto si possa anche solo lontanamente immaginare.

Per farla breve, comunque, il punto non è che i giovani italiani non riescono a diventare insegnanti, il punto è che non vogliono. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: la percentuale di studenti nostrani con un alto punteggio PISA (Programma per la valutazione internazionale dello studente) attratti da una carriera nell’insegnamento è in preoccupante calo.

A questo punto c’è da chiedersi, perché? Forse per il semplice fatto che quello del docente non è un mestiere poi così affascinante; o forse perché ormai si è perso il rispetto per questo ruolo. Stando ad un’indagine del 2018, infatti, l’Italia è al 33esimo posto per rispetto nei riguardi dei professori.

Ora, è chiaro che quando si parla di una cosa astratta come il rispetto queste classifiche lasciano un po’ il tempo che trovano ma se pensiamo a quanti casi di violenza ai danni degli insegnanti ci sono stati nell’ultimo anno e mezzo, ecco che quel posizionamento assume tutto un altro valore.

D’altro canto c’è anche da dire una cosa: alcuni insegnanti sembra quasi che si divertano a mettere in cattiva luce l’intera categoria. Pensiamo ad esempio al “prof” Giancarlo Talamini Bisi, che ha avuto la brillante idea di insultare e minacciare gli studenti che parteciperanno alla “piazza delle sardine”. E’ normale che chi ha a che fare con docenti del genere è poi restio a intraprendere quella strada.

Con questo non vogliamo dire che se non ci sono insegnanti under 30 la colpa è esclusivamente dei ragazzi o dei docenti. Anche lo Stato, d’altronde, ha le sue responsabilità, ma forse da quel punto di vista qualcosa si sta già muovendo (grazie a Quota 100 si sono liberati più di 9000 posti di lavoro nelle scuole ad esempio). Per invertire la tendenza, però, dobbiamo muoverci tutti.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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