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Oascar: il Miglior Film cambia pelle. Rappresenterà le minoranze

Oascar: il Miglior Film cambia pelle. Rappresenterà le minoranze

Gli Oscar fanno un passo avanti. Un passo verso l'inclusività. Cambiano le regole per poter vincere la statuetta nella categoria Miglior Film. Alla f

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Gli Oscar fanno un passo avanti. Un passo verso l’inclusività. Cambiano le regole per poter vincere la statuetta nella categoria Miglior Film.

Alla fine, si sono adeguati pure loro: gli Oscar. Il premio più ambito al mondo, in ambito cinematografico, cambia pelle e si aggiorna. Tenere il passo con i tempi, con il politically correct, con i concetti di “uguaglianza” e “inclusione”. E tutti sono contenti.

Dopo lo scandalo “Mee Too”, Hollywood ha capito che doveva accelerare. Non bastava la satira su Trump e il razzismo. Serviva qualcosa di concreto. Detto fatto: l’Oscar al Miglior film, premio tra i premi, sarà dato solo ai titoli che rispetteranno precisi criteri d’inclusione.

I criteri per vincere l’Oscar come Miglior Film

E quali sarebbero i criteri da seguire? C’è un po’ da leggere, fatevi forza!

Standard A: Rappresentazione sullo schermo, temi e narrativa

– “Almeno uno degli attori protagonisti, o un importante attore non protagonista, deve far parte di un’etnia scarsamente rappresentata (asiatico, ispanico, mediorientale, ecc.)”.

– “Almeno il 30% degli attori in ruoli secondari o minori deve far parte di almeno due gruppi sottorappresentati (donne, etnie scarsamente rappresentate, LGBTQ+, persone con disabilità)”.

– “La storia, i temi o la narrativa del film dev’essere centrata su un gruppo scarsamente rappresentato (vedi sopra)”.

Standard B: Leadership creative e tram del progetto

– “Almeno il leader di due delle seguenti posizioni creative (Direttore del casting, compositore, cinematographer, costume designer, regista, editor, hairstylist, makeup artist, produttore, production designer, decoratore di set, sonoro, supervisore effetti speciali, autore) deve far parte di un gruppo sottorappresentato (donne, etnia scarsamente rappresentata, LGBTQ+, persone con disabilità)”.

– “Almeno sei delle altre posizioni tecniche dello staff devono essere occupate da persone di etnia scarsamente rappresentata”.

– “Almeno il 30% dello staff del film deve far parte delle categorie sottorappresentate (donne, etnia scarsamente rappresentata, LGBTQ+, persone con disabilità)”.

Standard C: Accesso e opportunità

-“La compagnia che distribuisce o finanzia il film deve avere tirocinanti o assistenti paganti di categorie sottorappresentate (donne, etnia scarsamente rappresentata, LGBTQ+, persone con disabilità)”.

-“La compagnia che produce, distribuisce e/o finanzia il film, deve offrire opportunità di tirocinio o lavoro per lo sviluppo di abilità below-the-line (BTL, marketing e comunicazione) per persone di categorie sottorappresentate (donne, etnia scarsamente rappresentata, LGBTQ+, persone con disabilità)”.
Standard D: Audience Development

-“Lo studio e/o l’azienda cinematografica deve avere diversi senior executive interni nel team di marketing, pubblicità e/o distribuzione di categorie ed etnie sopra rappresentate”.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

 

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